Scafati. Gli indipendenti di Fratelli D’Italia mostrano i muscoli

Scafati. Trasparenza e partecipazione si, ma senza prescindere dal riconoscere la loro identità di gruppo autonomo da Fratelli D’Italia, partito in cui sono stati eletti

Fratelli D'Italia Scafati
Fratelli D'Italia Scafati

Scafati. Trasparenza e partecipazione si, ma senza prescindere dal riconoscere la loro identità di gruppo autonomo da Fratelli D’Italia, partito in cui sono stati eletti. E questo riconoscimento verte su due punti principali, la presidenza della partecipata Acse e un secondo assessore in Giunta, ovviamente tecnico. E’ questo il succo dell’incontro che il partito degli eletti di Fratelli D’Italia ha tenuto venerdi con i quattro dissidenti che hanno composto un gruppo indipendente: Alfonso Di Massa, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte. “Da soli noi quattro valiamo oltre il 50% delle preferenze attualmente rappresentate in Consiglio Comunale” hanno detto i quattro al sindaco Cristoforo Salvati, presente anche il Presidente del Consiglio Mario Santocchio e l’assessore, nonché coordinatore cittadino Alessandro Arpaia.

Un peso elettorale.

Rivendicano il loro peso elettorale, rispetto agli attuali consiglieri rimasti: Luca Maranca, Sonia Ferrara (entrambi subentrati) e ovviamente Santocchio. Rifiutata la proposta di rientrare nel partito, i quattro hanno fermamente ribadito di volere, subito, due cose: Acse e assessore. Poi più avanti ci saranno le rimodulazioni di giunta e commissioni consiliari, ma in prospettiva voto al bilancio, occorre “riconoscere” questo gruppo. “Bisogna considerare anche i voti miei e della Di Lallo, che da assessori ci siamo dimessi da consiglieri – ha ribadito Arpaia – non solo, i vostri voti in una lista non avrebbero preso neanche il quorum per un consigliere, siete stati eletti perché in Fratelli D’Italia”. Animi tesi, ma era del resto prevedibile.

Salvati dal canto suo ha messo sul tavolo le posizioni organizzative e i tre 110 da assumere: “scegliete un dirigente vostra espressione” la proposta, al momento respinta. Si insiste con la presidenza Acse. “C’è un bando in corso, se avete un valido professionista fatelo partecipare, valuteremo il curriculum con gli altri eventualmente pervenuti” le parole del sindaco. Perchè se da un lato è verosimile che il futuro presidente Acse sia un manager indicato dalla civica Insieme Possiamo, è anche vero che la manifestazione di interesse, che scade il 25 giugno, prevede requisiti di competenza ed esperienza specifici, fermo restando che la parola fine spetta sempre al primo cittadino, essendo comunque una nomina fiduciaria sindacale.

Le deleghe.

Quanto all’assessore, respinta la richiesta di un nome tecnico che vada ad affiancare Antonella Sicignano. “Deve essere uno di voi quattro” è stato l’imperativo di Salvati, che ha rivendicato anche che gli assessori eletti non saranno mai mandati a casa. L’unica alternativa sarebbe un nome in sostituzione della Sicignano, perché, secondo la volontà degli alleati, la partita si gioca in “casa Fdi” ed è una loro questione. Gli altri assessori, espressione delle altre liste, non si toccano. Ma la Di Lallo e Arpaia sono irremovibili, sia perché eletti, sia perché fedelissimi del primo cittadino. A meno che non sia Mario Santocchio a fare un passo indietro lasciando la Presidenza a Di Massa o uno degli altri tre. Sembra però che la presidenza dell’Assise sia al momento esclusa. Insomma, una matassa complicata che potrebbe avere i primi effetti già sul consiglio del 23 giugno, dove i quattro hanno presentato, come primi firmatari e assieme a parte dell’opposizione, due atti di indirizzo. Un braccio di ferro che, numeri alla mano, potrebbe portare alla fine anticipata dell’era Salvati. Ma al coordinatore cittadino Alessandro Arpaia tornare al voto con queste premesse non piace, e pare avrebbe dato la sua disponibilità a lasciare la Giunta all’amico e sindaco Salvati. Purché il suo posto sia comunque occupato da uno dei quattro. Mai più assessori esterni.
Adriano Falanga