Scafati. Maggioranza alla frutta, Santocchio alla frusta

La poltrona di Presidente del Consiglio che attualmente occupa Santocchio potrebbe essere la chiave di Volta per la riappacificazione in maggioranza

Mario Santocchio e Cristoforo Salvati
Mario Santocchio e Cristoforo Salvati

Scafati. Non solo giunta e commissioni, a finire nell’occhio del ciclone dei malpancisti di maggioranza è anche il presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Nonostante i diversi tentativi di deviare le richieste, Cristoforo Salvati ha capito che la tenuta della sua maggioranza passa anche, e soprattutto, per la posizione e soprattutto ruolo che il suo braccio destro ha avuto e terrà nella sua amministrazione. E’ ufficialmente il capo dell’Assise, ma non c’è decisione o trattativa politica che non viene assunta senza il suo parere, che certamente non sempre è vincolante, ma senza dubbio influente. Nonostante le critiche degli alleati, Salvati fin dalla campagna elettorale continua a fidarsi soltanto del fedele alleato, da anni inseparabile compagno politico in Fratelli d’Italia, con il quale condivide il comune “avversario” Pasquale Aliberti.

Poltrona rovente per Mario Santocchio.

Ma la poltrona di Presidente del Consiglio che attualmente occupa Santocchio potrebbe essere la chiave di Volta per la riappacificazione in maggioranza, da cui partire per ritrovare l’equilibrio politico e riuscire a proseguire nell’azione amministrativa. In questi giorni più volte gli alleati si sono chiesti perché su materie come la vendita delle Farmacie, la riorganizzazione dell’Acse, i fondi Pics, a rispondere sia sempre Santocchio e non il sindaco o l’assessore competente. Decisamente anomalo per chi occupa un ruolo di garante Istituzionale, e non gestionale. Ad ogni modo, nell’ottica della rimodulazione degli assetti politici, la dimissione improvvisa di Paola Tedesco e l’entrata in Giunta di Antonio Carotenuto ha scombussolato la civica Salvati Sindaco.

Il distinuguo di Nicola Cascone.

Si tira fuori Nicola Cascone, che seppur non ha posto resistenza sul nome di Carotenuto, ha espresso critiche per il metodo scelto dal primo cittadino. Solo una semplice telefonata e nessuna conferenza stampa assieme al gruppo consiliare che dovrebbe rappresentare. “Sento la necessità e il dovere di chiarire alcune cose, l’attuale crisi politica della Città di Scafati non credo sia nociva, deriva da un deciso confronto su come superare le difficoltà rispetto ad alcune scelte strategiche – così Cascone – Oggi, l’amministrazione Salvati si trova a risolvere problemi sorti all’inizio del nuovo millennio, scelte approssimative e gestioni scellerate, tutte collegate a Società partecipate e organismi esterni alla gestione amministrativa dell’Ente: Scafati Sviluppo, Agroinvest, piano di zona dei Servizi sociali, Farmacie Comunali”. Una cattiva amministrazione almeno ventennale, chiarisce il consigliere di maggioranza, probabilmente dimenticando (o forse no) che gran parte della sua stessa squadra di Governo era al timone anche negli anni passati. In questi venti anni coloro che hanno partecipato attivamente alla gestione della cosa pubblica, spesso, hanno girato la faccia altrove invece di far emergere i problemi e cercare le soluzioni. Oggi siamo arrivati al giro di boa e tocca a noi “la gatta da pelare”; le pressioni politiche sono asfissianti, le norme stringenti, il rischio di sbagliare mossa e trovarsi a pagare le conseguenze politiche di scelte sbagliate fatte negli anni”. La premessa è buona, ma l’epilogo diverso.

La fiducia.

Rinnova la sua fiducia “all’uomo Salvati. Tuttavia, a causa di valutazioni divergenti sulla forma di certe scelte politiche, come il conferimento di un incarico in capo alla lista, deriva la mia uscita dalla stessa e il posizionamento in area indipendente. Perciò mi allontano anche dall’amico Sicignano perché sento la necessità di sentirmi libero da meccanismi politici, rispetto ai quali valuterò di volta in volta il mio sostegno agli atti che verranno portati in consiglio comunale”. Il compagno di lista non si scompone. “Personalmente non chiederò niente, ne poltrone ne qualsiasi altra cosa. Mi interessa solo il futuro della nostra Scafati e dei cittadini. Mi sono candidato per dimostrare che ci può essere un modo nuovo di fare politica e perseguirò con tutto me stesso questo obiettivo” la replica di Arcangelo Sicignano.
Adriano Falanga