Scafati. Presunta incompatibilità di Sonia Ferrara: “mi sono autodenunciata”

Subentrata in lista Fratelli D’Italia alla collega Nunzia Di Lallo, approdata in giunta, la Ferrara è stata al centro delle polemiche per un presunto debito non dichiarato

“Quando sono entrata in Consiglio Comunale non avevo nessun debito certo, liquido ed esigibile. Non ho mai ricevuto ingiunzioni di pagamento per mancato pagamento Tributi”. Si difende Sonia Ferrara, neo consigliera comunale di maggioranza. Subentrata in lista Fratelli D’Italia alla collega Nunzia Di Lallo, approdata in giunta, la Ferrara è stata al centro delle polemiche nel corso del consiglio comunale post Covid di fine maggio. La sua surroga, che dovrebbe essere una semplice formalità istituzionale, non fu votata dalle forze di opposizione, e dai quattro suoi colleghi di partito, oggi indipendenti di maggioranza. Una decisione, quella di astenersi, che provocò una reazione piccata del primo cittadino Cristoforo Salvati. Il sindaco parlò di una grave scorrettezza istituzionale, minacciando di scrivere di al Prefetto denunciando l’accaduto. “Parlano di democrazia e poi non votato la surroga di un consigliere regolarmente eletto” tuonò in consiglio Comunale. “Se nella lettera spiegherà anche il perché di questa difformità, gliene saremmo grati – ricorda Michele Grimaldi  – La nostra astensione non era un atto di scortesia personale nei confronti della Consigliera, bensì un atto dovuto, poiché vi erano palesi difformità tra la proposta di delibera che la riguardava e le altre inerenti analoghi processi di surroga. In particolare, mancava nella proposta di delibera il riferimento alla verifica da parte degli organismi competenti dell’insussistenza di cause ostative alla assunzione della carica di Consigliere, come era stato ad esempio per il subentro della Consigliera Acanfora”. Un’autocertificazione non presente nella “pandette” che accompagna le proposte di delibera da votare in Aula. “Tutto regolare” confermarono la segretaria comunale Giovanna Imparato e il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio, che oggi aggiunge: “L’autocertificazione è stata acquisita prima del Consiglio Comunale, ad oggi sulla consigliera Ferrara non risultano incompatibilità”.

L’AUTODENUNCIA

E non risultano perché di fatto la già  collaboratrice professionale del sindaco non sembra essere censita negli archivi Geset, società che fino al 2019 ha gestito i tributi in convenzione con il Comune di Scafati. Le voci su un suo presunto debito pendente sono però insistenti, e a rafforzarle è la stessa astensione dei consiglieri di opposizione e dei quattro suoi colleghi di maggioranza, in dissidio con il modus operandi dell’amministrazione. Lo confermò in Assise lo stesso Alfonso di Massa. “Per la mia entrata in Giunta sono stati chiesti addirittura i pareri di ogni dirigente, per escludere qualsiasi eventuale incompatibilità. Due pesi e due misure che non accettiamo” così Di Massa, oggi a capo del gruppo “Indipendente Scafati” composto anche da Paolo Attianese, Camillo Auricchio e Anna Conte, tutti eletti in lista Fdi, come per la stessa Ferrara del resto. Se avessi avuto debiti pendenti noti non avrei mai certificato il falso – chiarisce socia Ferrara – e prima della mia surroga ho provveduto ad autodenunciarmi alla Geset”. Questo non può però escludere l’emersione di eventuali debiti a suo carico, seppur non notificati, o notificati a componenti del suo nucleo familiare. E’ vero che per l’elezione basta la sola autocertificazione, ma alla luce del filone sulle false autocertificazioni, che ha visto l’iscrizione sul registro degli indagati di ben 20 amministratori, tra sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione, forse una maggiore scrupolosità non sarebbe stata considerata eccessiva. Le voci, ovviamente non confermate e certificate, indicano anche la somma: 3500 euro. Voci che avanzano anche illazioni su eventuali carichi giudiziari pendenti. “Assurdo, non avrei neanche potuto candidarmi, perché sarebbe emerso dai certificati prodotti – la replica della Ferrara – il mio unico obiettivo è lavorare per la nostra città”.

Adriano Falanga