Scafati. Assessori, manager e revisori: il codice per spartirsi le poltrone

Il metodo stile Cencelli che la maggioranza pensa di attuare per rimodulare giunta e incarichi. Ad ognuno un bonus da spendere.

Scafati Giunta Salvati
Scafati Giunta Salvati

Azzeramento della Giunta e di ogni altro incarico e loro rimodulazione in base al manuale Cencelli. E’ Nicola Cascone a presentare alla sua maggioranza un prospetto analitico matematico che stabilisce le ripartizioni delle poltrone in virtù della “pesatura” di ogni consigliere comunale e dell’incarico da ricevere. La maggioranza di Salvati si è riunita mercoledì 1 luglio, ad una settimana dal consiglio comunale del 23 giugno, sospeso e rinviato a data ancora da stabilirsi. Da un lato Salvati e il suo nocciolo di fedelissimi, dall’altro la fronda dei dissidenti, che in queste ore ha toccato quota 7, con Lega, Indipendenti di Fdi e Nicola Cascone a fare fronte comune. Gli stessi che hanno presentato un documento congiunto in cui, sostanzialmente, ribadiscono al primo cittadino di volere una maggiore trasparenza e coinvolgimento nell’azione amministrativa, oltre a veder riconosciuto il nuovo gruppo costituito da una costola di Fratelli D’Italia e composto da Alfonso Di Massa, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte. Chiede l’azzeramento di giunta e incarichi anche la Lega, nonostante sia saldamente a capo del vicesindacato e in possesso di deleghe importanti come manutenzione, verde e pip. Il sindaco apre sulla rimodulazione, purché ad entrare siano consiglieri comunali. Per dare un metodo matematico, Nicola Cascone, che nel frattempo si è reso indipendente dalla civica Salvati Sindaco, in cui è stato eletto con Arcangelo Sicignano, ha presentato agli alleati il suo manuale Cencelli. Ogni poltrona ha un valore: la Presidenza del Consiglio vale 2, l’assessore interno 1, se esterno 1,5. Un amministratore unico vale 2, la presidenza Cda 1, membro cda 0,5, presidenza collegio 1 e membro collegio 0,5. Ogni consigliere comunale vale 0,5 punti, al sindaco spettano 2. Sono “bonus” spesa utili per raggiungere gli obiettivi, sarebbe a dire che per ogni assessore è richiesto il sostegno di due consiglieri comunali. Siccome il sindaco dispone di due bonus, va da se che la poltrona di Presidenza del Consiglio è in capo a lui, in quanto vale 2. Altrimenti sarebbe necessario il sostegno di ben 4 consiglieri. Cascone assegna ai membri di cda e collegio dei revisori appena 0,5 punti, tanti quanti ne ha in dotazione ogni singolo consigliere. Un sistema che comporta crediti e debiti. Ad esempio, la civica Insieme Possiamo conta di due consiglieri eletti, vale a dire una dotazione di 1 punto. Con un assessore esterno, che vale 1,5 e un membro del collegio dei revisori Acse (0,5) Insieme Possiamo è in debito di 1 punto. Al contrario, i 4 dissidenti di Fdi disponendo di ben 2 punti totali al momento possono scegliere tra due assessori (1+1) o anche l’amministratore unico Acse, che vale 2. E’ in debito anche Fdi ufficiale secondo il Cencelli di Cascone, perché i tre consiglieri rimasti a fronte di una dotazione di 1,5 dispongono di ben 2 assessori, pari a 2.  Il metodo, che non ha ricevuto una sonora bocciatura, dovrebbe però essere rivisto su richiesta di Identità Scafatese, perché non tiene conto del peso elettorale. I due consiglieri della Lega, ad esempio, non possono “pesare” come i due di Identità Scafatese. Quanto ai cambi nell’esecutivo, al momento sembra profilarsi questo scenario: Fuori Anna De Cola per Pasquale Vitiello, dentro Alfonso Di Massa in sostituzione della dimissionaria Antonella Sicignano e dentro Arcangelo Sicignano in sostituzione del neo nominato Antonio Carotenuto, che di contro entrerebbe in Consiglio Comunale.

Adriano Falanga