Regionali 2020 nell’agro. Ecco chi sono le donne impegnate

Corsa alle regionali. Accanto ai tanti “maschietti” nell’agro abbastanza nutrita è anche la schiera delle “femminucce” pronte a profondere il loro massimo impegno

Da sinistra verso destra Anna Pia Strianese (Lega), Monica Paolino (Forza Italia), Teresa Petrosino (M5S) e Lucia Pagano (Centro Democratico)

La corsa in rosa.

Corsa alle regionali. Accanto ai tanti “maschietti” nell’agro abbastanza nutrita è anche la schiera delle “femminucce” pronte a profondere il loro massimo impegno per la conquista di un seggio al centro direzionale, sede del consiglio regionale. Quasi certa la presenza dell’uscente Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia e moglie dell’ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti.

La sindacalista Pagano.

In campo anche la sindacalista della CISAL Lucia Pagano, fedelissima di Vincenzo De Luca molto conosciuta dai lavoratori per le sue battaglie sindacali nell’agro. Sarà candidata con il Centro Democratico per De Luca.

Da Sant’Egidio Strianese e Petrosino.

Altre due principali competitor di Paolino risiedono nella vicina Sant’Egidio del Monte Albino, dove per altro dovrebbe scendere in campo anche l’attuale primo cittadino Nunzio Carpentieri. In campo già da diversi mesi Anna Pia Strianese, consigliere comunale della Lega e stimata docente della locale scuola primaria. Per Strianese si tratta di una promozione sul campo visto il suo costante e duro impegno alla ricerca della risoluzione delle molteplici problematiche legate al territorio.

Nello stesso paese a rappresentare i colori dei grillini c’è anche l’avvocato e attivista Alessandra Petrosino che proprio i questi mesi sta perorando la causa dei “no forno crematorio” a Sant’Egidio. Le quattro donne potrebbero, però, ben presto essere affiancate da altri nomi di spicco pronte a scendere in campo per i loro rispettivi partiti che ai tempi del CoVID-19 stanno registrando una autentica crisi di vocazione alla militanza. Paolino, Pagano , Strianese e Petrosino rappresentano, verosimilmente, la scelta delle loro dirigenze come punti cardinali, testimonial per una possibile “nuova vocazione”.
Luciano Verdoliva