Scafati Covid Free, dopo 4 mesi esatti la città è fuori dall’incubo.

Il sindaco invita a non abbassare la guardia. La città ha contato 68 casi totali con 5 morti.

Coronavirus Scafati
Coronavirus Scafati

Scafati comune Covid Free. Con il doppio tampone negativo del 22enne di ritorno da fuori regione, ultimo caso positivo registrato in città, Scafati esce dal tunnel dell’epidemia. La città, prima in provincia di Salerno per casi registrati, ha pagato un conto salato, con 68 casi totali e 5 deceduti. Sono trascorsi 4 mesi esatti, era infatti il 6 marzo quando una donna 67enne residente a Casalpusterlengo fece ritorno a Scafati per ritrovarsi con la famiglia. La donna era purtroppo positiva, e con lei furono contagiati anche altri 4 familiari conviventi. Nessuno di loro ha avuto però bisogno di ricovero ospedaliero. Da allora è stato un crescendo, nonostante i dati confermano che il virus in città non è mai circolato, ma sempre stato confinato all’interno dei nuclei familiari dei contagiati. Sono 31 gli infetti, tutti con contatti diretti con positivi fuori città (tra cui 10 operatori sanitari) che a loro volta hanno trasmesso il virus ai loro familiari, arrivando a toccare quota 68. “Cari cittadini, vi comunico che oltre a non avere nuovi contagi da alcune settimane, è ufficialmente guarito anche l’ultimo nostro concittadino che era in isolamento perché risultato positivo al covid 19. Si tratta di un giovane che è sempre stato asintomatico. Finalmente siamo covid free” esulta il sindaco Cristoforo Salvati sulla sua pagina social. L’essere a zero casi non significa purtroppo rimanerci, considerato che l’epidemia, seppur contenuta, è comunque ancora in corso. E il primo cittadino, da medico, lo sa. “Sono stati mesi di grande impegno per riportare la nostra città alla serenità. Vi chiedo però di continuare ad indossare la mascherina nei luoghi chiusi e rispettare il distanziamento sociale”. Il 22enne era risultato positivo non perché sintomatico, ma aveva fatto test rapido a seguito di una donazione spontanea di sangue. Non ha mai accusato sintomi, come non hanno accusato sintomi gli ultimi casi registrati. Un’epidemia che ha visto tra i contagiati ben 14 minori, con il più piccolo di appena 5 anni mentre il paziente più anziano è stata una donna di 88 anni, guarita in regime di quarantena domiciliare. Situazione tranquilla anche al Covid Hospital di Scafati, diventato punto di riferimento dei casi di Coronavirus della provincia di Salerno. Al pronto soccorso Covid arrivano i casi sospetti da tutto l’hinterland, ma al momento la situazione è decisamente tranquilla, con la terapia intensiva vuota da settimane e il pneumo covid sub intensivo chiuso un mese fa. Attualmente allo Scarlato sono infatti riprese le attività ordinarie di pneumologia e fisiopatologia respiratoria no Covid. Il reparto dedicato è stato messo in stand by, in attesa di capire l’evolversi dell’epidemia con l’autunno. In questo reparto sono passati una 40ina di pazienti, tutti guariti e dimessi. Resta operativo il solo reparto Malattie Infettive, che ospita al momento diversi casi sospetti, e soltanto tre Covid Positivi, tra cui la coppia di medici risultata positiva pochi giorni fa nel salernitano. Le loro condizioni non sono però preoccupanti. Almeno fino a che non sarà ufficialmente dichiarata la fine dell’emergenza sanitaria, lo Scarlato resterà operativo sotto questo aspetto. C’è da chiedersi se, superato il tutto, il destino dell’ospedale sarà quello di ritornare a com’era prima del Covid, cioè polo Pneumologico senza pronto soccorso, oppure sarà potenziato e dedicato anche alle malattie infettive, con il reparto oramai a pieno regime, dopo il trasferimento dall’Umberto I° di Nocera Inferiore. Sono diverse le voci che si rincorrono, le più accreditate parlano anche di una chirurgia toracica e un pronto soccorso pneumologico, così da offrire a 360° l’intera gestione dei pazienti con patologie respiratorie.

Adriano Falanga