Scafati. Lite in consiglio tra Santocchio e Grimaldi: i fatti

I toni si sono stemperati poco dopo, ma resta il gelo tra il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio e il consigliere di minoranza, Michele Grimaldi

Grimaldi e Santocchio
Grimaldi e Santocchio

Scafati. Lite in consiglio tra Santocchio e Grimaldi: i fatti.

I toni si sono stemperati dopo una decina di minuti, ma resta il gelo tra il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio e il segretario Pd, nonché consigliere di minoranza, Michele Grimaldi. Mai si era arrivati a tanto in Aula consiliare, con il Capo dell’Assise arrivare a chiedere alla forza pubblica di allontanare dall’Aula un Consigliere. Pomo della discordia la richiesta di rinvio a giudizio dell’argomento madre dell’ultimo Consiglio Comunale: il bilancio 2020. Una richiesta di rinvio pervenuta dalla stessa maggioranza, e sulla quale l’esponente di opposizione aveva chiesto dichiarazione di voto, negata da Santocchio.

La parola a Santocchio.

“Sulla proposta di rinvio di un argomento non si apre discussione sull’argomento che oggetto di proposta di rinvio – spiega il giorno dopo il Presidente del Consiglio – Si precisa altresì che il civile dibattito, che dovrebbe svolgersi in qualsiasi assemblea amministrativa, non prevede ingiurie, calunnie e offese personali, come purtroppo talvolta accade. Ovviamente queste ultime sono passibile di querela da parte di chi ne è vittima”. Insomma, l’essere apostrofato come “fascista” non è piaciuto a Santocchio, che non certamente è stato poi meno verbalmente violento del consigliere piddino. “Quando uno dei membri dell’assemblea comunale assume comportamenti del tutto irrispettosi dello statuto e del regolamento del Consiglio, ostacolandone violentemente, sia pure verbalmente i lavori, il Presidente del Consiglio è costretto a chiederne l’allontanamento temporaneo dall’aula”.

La posizione di Grimaldi.

Resta sulle sue posizioni anche Grimaldi, seppur sia la sera stessa dell’Assise si è scusato della sua reazione impulsiva. “Ho vivacemente protestato contro una scelta e un comportamento antidemocratici, che reputavo contrari alle norme e al buonsenso”. Una vivacità che gli è costato l’allontanamento. “Ho alzato eccessivamente voce e toni, e me ne scuso: con i cittadini, con il personale dell’Ente e con i colleghi. Non è stato giusto, e in verità non è nemmeno nel mio stile – aggiunge Grimaldi – Ma io in quell’aula sento di rappresentare un’anima e una visione della città, una idea di Scafati che può vincere come perdere le elezioni, ma che non può e non potrà mai essere zittita, da nessuno. E se qualcuno prova a farlo, su di un tema tra l’altro così serio per la città, mi ribolle il sangue nelle vene, mi infervoro, reagisco con forza”.
Adriano Falanga