Scafati. Si dimette Sonia Ferrara, mentre il sindaco è in Tribunale a discutere la decadenza

Subentrata appena 40 giorni fa, Sonia Ferrara decide di lasciare l'incarico. "Motivi personali" ha detto, ma pesano le polemiche sul'autocertificazione

Finisce a neanche due mesi dalla sua elezione l’esperienza consiliare di Sonia Ferrara. Ieri mattina, nonostante l’assenza del sindaco Cristoforo Salvati, la Ferrara, sua storica collaboratrice, ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Subentrata il 20 maggio a Nunzia Di Lallo, voluta in Giunta dal primo cittadino, la Ferrara è finita suo malgrado al centro della polemica tutta in seno al suo partito Fratelli D’Italia. La sua surroga, che avrebbe dovuto essere una semplice formalità istituzionale, fu invece votata da appena 14 consiglieri sui 23 presenti. Tra i nove astenuti anche i suoi stessi colleghi di maggioranza e dissidenti di Fdi: Alfonso Di Massa, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte. I quattro, tra le forti proteste del sindaco, motivarono la loro scelta contestando non la surroga della collega, bensì il metodo adottato. Identica motivazione edotta anche dai consiglieri di minoranza Michele Russo, Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto, Teresa Formisano e Giuseppe Sarconio. Alla proposta di delibera mancava, secondo gli astenuti, l’autocertificazione prodotta dalla Ferrara in cui attestava l’assenza di debiti o liti pendenti verso l’ente. Un documento che è stato poi pubblicato sull’albo assieme alla delibera consiliare, e dove si evince che l’autocertificazione è stata sottoscritta la mattina stessa della seduta consiliare. Una nomina, quella della Ferrara, che qualcuno avrebbe segnalato in Procura in quanto convinto dell’esistenza di debiti tributari della neo eletta consigliera comunale nei confronti dell’ente. Accusa smentita dall’interessata: “mi sono autodenunciata perché la mia posizione non era censita, se avessi avuto contezza di debiti certi non avrei mai autocertificato il falso”. Ciò non toglie che eventuali debiti possano quindi emergere in seconda battuta. Ma i bene informati raccontano anche di una Ferrara molto provata da questa breve esperienza. Subentrata direttamente come presidente di importanti commissioni quali Bilancio e Lavori Pubblici, l’esponente di Fdi, nonostante fosse alla sua prima esperienza istituzionale e non avesse competenze ed esperienza specifica in merito, ha accusato le difficoltà dovute anche alla mancata collaborazione e supporto di parte della sua stessa maggioranza. Da aggiungere che le motivazioni ufficiali delle sue dimissioni sono di natura personale. Una doccia fredda che Salvati ha saputo nel mentre era in Tribunale a Nocera Inferiore per discutere il ricorso presentato da due cittadini per il tramite dell’avvocato ed ex assessore Diego Chirico, relativamente alla presunta decadenza per mancato pagamento di un debito certo ed esigibile dovuto ad una Sentenza della Corte dei Conti divenuta esecutiva in Appello. Salvati ha pagato ben 21mila più euro spese, e ad assisterlo legalmente il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio, che pure ha dovuto pagare oltre 13mila euro per lo stesso motivo, seppur non è finito citato in giudizio. Secondo la tesi difensiva, il primo cittadino avrebbe pagato spontaneamente e in tempo utile, mentre l’avvocato Chirico ha sostenuto che Salvati abbia pagato l’undicesimo giorno, cioè il giorno dopo il tempo utile per non incorrere nella decadenza. Si attende in queste ore la sentenza del giudice.

Adriano Falanga