Turismo. L’allarme degli albergatori: In Campania un -90% di turisti

Campania. Non era difficile prevedere che il comparto sarebbe stato il settore più colpito dalla pandemia, dal lockdown, al blocco dei flussi turistici, passando per la frammentarietà dei contratti di lavoro

Turismo Campania
Turismo Campania

Turismo campano colpito al cuore dalla pandemia. Non era difficile prevedere che il comparto sarebbe stato il settore più colpito dalla pandemia, dal lockdown, al blocco dei flussi turistici, passando per la frammentarietà dei contratti di lavoro (per lo più stagionali). Secondo quanto riporta il “Corriere del Mezzogiorno” soltanto a giugno 2020 sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). Per il resto della stagione estiva sono a rischio altri 140 mila posti di lavoro temporanei.

Un calo preoccupante.

Sul territorio nazionale sempre a giugno le presenze turistiche hanno subito un calo dell’80,6% (stranieri meno 93,2%, italiani meno 67,2%). In Campania è stimato al -90 per cento. La situazione è stata sottolineata dall’Osservatorio di Federalberghi. Rilevante e devastante anche il blocco del turismo estero. La regione Campania è da sempre riferimento per turisti inglesi, statunitensi e tedeschi che quest’anno sono completamente assenti. Le imprese turistiche della regione possano sostenersi solo con il turismo domestico.

Bilanci in perdita per l’anno 2020.

L’allarme lanciato dai vertici regionali di Federalberghi evidenzia che tutte le imprese turistiche sono consapevoli del fatto che chiuderanno il bilancio del 2020 in perdita: non solo gli alberghi, ma anche le agenzie di viaggio, i ristoranti, le aziende di trasporto e le altre inserite nella filiera. Anche se in difficoltà centinaia di imprenditori hanno scelto di rimboccarsi le maniche e di riaprire le rispettive strutture. Strumenti come i buoni vacanza sono farraginosi e quindi poco utili, alle imprese non serve credito d’imposta ma sostanziale liquidità.