Angri. Il diabolico Cosimo Ferraioli e i naufraghi risentiti

Il “leghista” Cosimo Ferraioli, ritenuto da molti suoi omologhi mente eccelsa, avrebbe potuto certamente fare meglio, avendo una visione chiara e intelligente della macchina amministrativa

Cosimo Ferraioli Warol
Cosimo Ferraioli Warhol

Angri. Il diabolico Cosimo Ferraioli e i naufraghi risentiti.

Angri. Ma quanti risentimenti. Tutti a rimuginare e a pesare le parole scritte ieri. Dal mio telefono ho ascoltato per l’intera giornata, tra la spesa al supermercato e il lavaggio dell’auto, le precisazioni e inviti ad approfondire le scelte dei naufraghi dell’ultimo lustro e ad approfondire i curriculum anche tra le altre compagini in corsa per fascia tricolore. In sintesi dovrei fare un “lavoro sporco”. In effetti, nell’immaginario del “politicante” (che in gergo dispregiativo equivale a quello del “giornalaio”), almeno in questa realtà contestuale, il giornalista di turno dovrebbe servire come cassa di risonanza, megafono per alimentare i rumors dei “politicanti” che non amano palesarsi.

Un lavoro sporco.

In effetti, nelle loro intenzioni, i cronisti locali dovrebbero essere, funzionali, strumentali e finalizzati allo scopo. Qualcuno ci cade anche per inavvertite promesse e qualche “fetta di pizza”. Succede anche questo nella corsa alla poltrona di primo cittadino. Resta pietra miliare la frase pronunciata da un cittadino esasperato dalla “monnezza” davanti a casa sua, dalle strade sporche, dalla polvere dei cantieri aperti e mai iniziati e dalla mancanza di sicurezza in città: “Questi sono stati proprio dieci anni di merda”, un’affermazione forte ma che la dice lunga sui programmi che alcuni candidati sono pronti ad attuare o confermare. Un po’ la “continuazione del niente” secondo gli attenti “osservatori dei bar cittadini”, questi nuovi modelli umani mutuati dalle casalinghe di Voghera, donne molto apprezzate negli anni novanta per le loro critiche televisive.

Termometro sociale.

“Gli avventori dei bar” restano un termometro sociale precipuo per misurare la febbre politica di questa curiosa e pandemica estate che sta proponendo una campagna elettorale permeata nelle ultime ore sul riciclo e la “rigenerazione” di figure intere e di quelle mezze. Una campagna elettorale scandita da saltelli e balli ai riti propiziatori. Fa bello leggere i social post, ascoltare la buona volontà dei candidati che ogni cinque anni avrebbero alla loro portata soluzioni possibili e attuabili. Tutto poi, però, si perde nella stanza del sindaco il giorno dopo le elezioni. Dopo il tribale rito d’iniziazione davanti alla casa comunale. In effetti la campagna elettorale somiglia sempre più a un lungo carnevale rafforzato di promesse e “prospettive coniche” che culminano con la quaresima dell’eletto. Chi vince viene quasi sempre lasciato solo a onorare gli impegni pre – elettorali, a tentare di pagare le cambiali della vittoria.

Amministrazione Ferraioli: inadeguata e imbarazzante.

Forse il prossimo cinque ottobre lo scenario non sarà poi tanto diverso da come lo lascia Cosimo Ferraioli al culmine della sua mediocrità politico – amministrativa insieme a un esecutivo inadeguato ed “imbarazzante” per una minima e dignitosa gestione ordinaria della città. Il “leghista” Cosimo Ferraioli, ritenuto da molti suoi omologhi mente eccelsa, avrebbe potuto certamente fare meglio, avendo una visione chiara e intelligente della macchina amministrativa, ma è rimasto (e diabolicamente persevera), sopito e passivo su una posizione inspiegabile supportato da tante mezze figure. Perché? Eppure non è un fesso…
Luciano Verdoliva