Angri. Misure anti COVID. Centro Storico nella morsa dei controlli

La zona della movida angrese, sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell'ordine, impegnate ad applicare quei protocolli di sicurezza necessari al distanziamento

Coronavirus Controlli
Coronavirus Controlli

Il centro storico sotto serrati controlli.

Angri. Controlli anti – covid nella Movida del centro storico, chiusura e multe per 4 locali. Il virus è ancora tra noi, tant’è che le regole dei decreti emanati, sono di nuovo stringenti e quindi il rischio di scivolare in pesanti sanzioni è sempre più grande: almeno per coloro che non rispettano le normative anti Covid, o non le applicano con rigore, sia come clienti, sia come gestori di locali. La zona della movida angrese, ma un po’ tutte le “movide” d’Italia, sono da sempre sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine, impegnate di giorno e soprattutto di notte ad applicare quei protocolli di sicurezza necessari per contrastare il rischio di contagio così come recitano i decreti regionali e nazionali.

Controlli mirati.

Nella serata di venerdì, una serie di controlli finalizzati, appunto, al rispetto della normativa per il contrasto alla diffusione del virus Covid, hanno di fatto decretato la chiusura di quattro locali del centro storico angrese; in ognuno di essi è stato trovato personale che non indossava in maniera corretta la mascherina di protezione. Alle attività sono state comminate multe da mille euro oltre che immediatamente abbassate le saracinesche che dovranno rimanere chiuse per due giorni.

Il malcontento dei titolari.

Intanto tra i titolari di attività e i loro dipendenti serpeggia il malcontento. In tanti dicono che sono stati usati due pesi e due misure: infatti come dicevano i latini “dura lex sed lex”: quindi la legge va sì rispettata ma l’applicazione della stessa deve essere uguale per tutti. Dietro queste piccole realtà imprenditoriali ci sono sudore e sacrifici di persone, e pagare multe così salate è un vero problema. Sulle loro pagine social si leggono tanti messaggi di solidarietà.

Ricordiamo che i DPCM e poi le linee guida allegate alle ordinanze regionali hanno imposto specifiche prescrizioni a carico dei commercianti, tra cui l’obbligo d’indossare e far indossare correttamente la mascherina protettiva, oltre che mettere a disposizione dei clienti e degli operatori commerciali stessi, liquido disinfettante avendo l’accortezza di lavarsi frequentemente le mani e far mantenere la distanza sociale ai clienti predisponendo distanziatori mobili o segnando sulla pavimentazione il limite prossemico dal banco.
Aldo Severino