Pagani. Grimaldi chiede chiarezza sull’organizzazione scolastica locale

Grimaldi si è scagliato contro quanti, in quest’ultimo periodo, stanno parlando spesso di scuola e di rientro in sicurezza sanitaria per i piccoli alunni della cittadina alfonsiniana

Giuliano Grimaldi
Giuliano Grimaldi

Pagani. Grimaldi si chiede chiarezza sull’organizzazione scolastica locale.

“Se qualcosa si è fatto, per le scuole, è solo grazie all’impegno di tante mamme e tanti papà”. È questo il senso di un comunicato stampa scritto dal giovane Giuliano Grimaldi, giornalista nonché docente candidato a sostegno di Aldo Cascone con la lista Pd per Pagani. Grimaldi si è scagliato contro quanti, in quest’ultimo periodo, stanno parlando spesso di scuola e di rientro in sicurezza sanitaria per i piccoli alunni della cittadina alfonsiniana. Una sola la domanda: “perché se ne parla solo ora, a pochi giorni dal voto?”

L’attenzione.

Grimaldi, nella sua ‘riflessione’, si è detto concorde con quelle che sono le linee da adottare per il ritorno in classe dei numerosi alunni. “Anche io sono convinto – le sue parole – che ci si debba impegnare, al di là del CoViD19, a trovare degli spazi giusti, adeguati e in sicurezza per i bambini e i ragazzi della nostra città; eppure, devo constatare che di fatto, la questione scuola è diventata di pertinenza solo dei genitori dei nostri ragazzi, che hanno affrontato, dopo il lockdown, questa problematica rinunciando anche alle ferie”.

La domanda.

“Cosa ha bloccato, nel tempo, l’impegno per la risoluzione delle tante criticità di cui soffrono i nostri istituti? – ha proseguito ancora – Perché, a oggi, ci sono istituti che non hanno le pensiline per la pioggia (e il problema c’era già da prima del lockdown) o che soffrono di altre carenze? Abbiamo una grossa spada di Damocle: il dissesto finanziario. Grazie a questa scelta, si sta facendo fatica anche a muovere i fondi regionali. Se non ci si impegna a sfruttare PON e altri finanziamenti, rischieremo d’interrogarci a vita su quali potrebbero essere le conseguenze di un colpo di tosse di un bambino piuttosto che pensare a come migliorare le nostre strutture. Faremmo solo chiacchiere”.

L’impegno.

Da qui, l’invito: “impegniamoci tutti a recuperare spazi fruibili per i nostri ragazzi… ma diciamo anche ‘Grazie’ a quelle mamme che si sono impegnate in tutto questo periodo. Ogni risultato raggiunto, insieme al Commissario, sarà dapprima merito loro”