Scafati. Fiume Sarno, arrivano i campioni dei primi controlli ARPAC

Scafati. Blitz congiunto dei tecnici dell’Arpac e degli uomini della Polizia Municipale sul Controfosso destro del fiume Sarno.

Fiume Sarno
Fiume Sarno

Scafati. Blitz congiunto dei tecnici dell’Arpac e degli uomini della Polizia Municipale sul Controfosso destro del fiume Sarno.

Con i tecnici e i caschi bianchi l’assessore al fiume Sarno Alessandro Arpaia, autore anche di una lunga richiesta di aiuto indirizzata al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il Controfosso destro è un canale d’irrigazione e di raccolta acque che abbraccia la periferia di Scafati al confine con Poggiomarino – San Marzano Sul Sarno, attraversando via Lo Porto, la frazione San Pietro dove nei pressi di via Terze si immette nel fiume Sarno.

Odori nauseabondi.

Puntualmente questo canale, da anni, sul finire di luglio si presenta oltremodo maleodorante con la superficie lattiginosa di colore biancastro. Una circostanza che disturba il sonno ma anche le giornate dei residenti, oltre a costituire un pericolo per coloro che ancora se ne servono per irrigare i campi che costeggiano il corso d’acqua. “Abbiamo chiesto l’intervento dei tecnici dell’Arpac una settimana fa, i quali sono intervenuti e con la collaborazione della nostra Polizia Municipale sono stati effettuati tre controlli a campione in diverse zone attraversate dal Controfosso destro” spiega Alessandro Arpaia.

I Campioni prelevati.

I campioni sono stati prelevati lo scorso 23 luglio, in località Badia, via Terze e via Lo Porto. In tutti e tre i casi i tecnici hanno evidenziato l’emissione di miasmi maleodoranti, mentre in via Terze hanno registrato anche il colore biancastro e la consistenza lattiginosa delle acque. Già questo può essere un riferimento da dove partire per individuare i responsabili degli sversamenti illegali. In questo canale, come del resto in tutti gli altri canali affluenti del Sarno, vi finiscono scarichi fognari, il più delle volte abusivi, scarichi industriali e scarichi del settore ortofrutticolo. Negli anni passati furono multate lavanderie industriali come anche aziende ortofrutticole. “I risultati dei campioni prelevati arriveranno nei prossimi giorni – aggiunge Arpaia – mi auguro che siano indicativi delle sostanze inquinanti, soprattutto per riuscire ad avere un aiuto nell’individuare i responsabili”.

Le lettere.

Ma i controlli non sono semplici, mancano uomini e attrezzature. “Abbiamo scritto, con il sindaco Cristoforo Salvati, due lettere, una indirizzata al comandante dei Carabinieri Forestali di Salerno, e uno al Ministro Costa” fa presente Arpaia. Ai Forestali viene chiesto d’intensificare i controlli sia sul Controfosso destro che sul Canale San Tommaso in contrada Cappella, mentre è una vera richiesta di aiuto la missiva indirizzata a Costa. “Vorrei sottoporre nuovamente la grave problematica del fiume Sarno che lei ben conosce, ma soprattutto del grave inquinamento di alcuni canali come il Controfosso dx e il canale San Tommaso che attraversano la nostra città e nel periodo estivo subiscono un notevole peggioramento sia per la diminuzione della portata che per l’aumento degli scarichi inquinanti – si legge nel documento – La popolazione è esasperata e giustamente chiede all’istituzione più vicina la risoluzione del problema”.

Arpaia e Salvati al Ministro fanno presente la carenza di uomini a disposizione, con i caschi bianchi ridotti ad un terzo del necessario “e soprattutto senza adeguate attrezzature tecnologiche e per noi impossibile eseguire adeguati controlli”. Da qui l’appello al Ministro dell’Ambiente, che ben conosce il territorio e la sua problematica, avendo più volte chiesto ed ottenuto task force antinquinamento, l’ultima poche settimane fa. “A nome di tutti i cittadini chiediamo un vostro intervento per le conseguenti attività che riterrete opportunee disponendo della piena collaborazione del nostro ente. Saremo lieti di ospitarla nuovamente per mostrarle in questo periodo lo stato di inquinamento del Sarno e dei suoi canali periodo che coincide con l’intensificarsi dell’attività produttiva stagionale di molte industrie della zona”.
Adriano Falanga