Scafati. Salvati nel mirino dei dissidenti. Crisi in vista?

Scafati. Passa dalle elezioni regionali il futuro dell’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati, e soprattutto la tenuta della sua maggioranza

Cristoforo Salvati nel mirino
Cristoforo Salvati nel mirino

Scafati. Salvati nel mirino dei dissidenti. Crisi in vista?

Passa dalle elezioni regionali il futuro dell’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati, e soprattutto la tenuta della sua maggioranza. Sempre dall’esito del voto di settembre, potrà determinarsi anche un nuovo equilibrio nel centrosinistra scafatese, con in testa il probabile erede alla poltrona di primo cittadino. Ago della bilancia il gruppo degli indipendenti oramai ex Fratelli D’Italia, legati all’imprenditore Corrado Scarlato e rappresentati in Consiglio Comunale da Alfonso di Massa, Paolo Attianese e Anna Conte. Al momento si è tirato fuori Camillo Auricchio, in disaccordo con la linea dura che i suoi colleghi hanno deciso di tenere verso l’operato del primo cittadino. La sensazione è che si stia cercando l’anello di rottura per un ritorno al voto anticipato.

L’ultimatum dei dissidenti.

E’ di pochi giorni fa il nuovo ultimatum dei tre dissidenti, questa volta nel mirino le candidature di consiglieri comunali e assessori alle imminenti regionali. “Per una questione di serietà, legalità e opportunità ritengo sia necessario che chi ha deciso di candidarsi per la Regione, e ricopre un ruolo istituzionale, debba dimettersi ad horas da quest’ultimo. Gli elettori non possono e non devono essere condizionati da chi va a chiedere il voto e nello stesso momento ricopre una carica istituzionale”. Dalla maggioranza è nota la candidatura di Antonella Vaccaro, a sostegno del candidato del centrosinistra Enzo De Luca, ma gli strali dei tre indipendenti vanno letti soprattutto all’indirizzo dell’assessore alla Polizia Municipale, Sanità e Fiume Sarno, Alessandro Arpaia.

Il diktat.

“Come la legge obbliga ai Sindaci di dimettersi in caso di candidatura, lo stesso deve valere per assessori e consiglieri. Una posizione netta e per la quale siamo pronti a fare battaglia” il monito. “Sono sempre dalla parte della legge – replica Arpaia – la mia candidatura è lecita e permessa. Stiano sereni, non sono capace e non ho intenzione di usare il mio ruolo per la campagna elettorale, l’elettorato me ne renderà conto”. Poi la stoccata a Di Massa, seppur senza citarlo direttamente.

La stoccata a Di Massa.

Poi la stoccata a Di Massa, seppur senza citarlo direttamente. “Piuttosto ognuno si guardi le proprie incompatibilità, pregresse che attuali”, così l’assessore. Sarà braccio di ferro, perché Arpaia non gode del sostegno di tutta la maggioranza, e solo di una parte del suo stesso partito. L’area di Scarlato, con Di Massa e gli altri due consiglieri, avrebbe chiuso un accordo politico direttamente con Piero De Luca. Sullo sfondo l’indicazione del futuro candidato sindaco per il centrosinistra e area moderata. Al momento bisognerà “misurarsi” sul sostegno alla riconferma di De Luca a guida della Regione. Gli indipendenti di maggioranza sarebbero pronti a sostenere i candidati del Pd, la coppia Franco Picarone con l’esordiente scafatese Marinella Acanfora, coordinatrice infermieristica della terapia intensiva dell’ospedale Cotugno. Se da Salerno dovesse arrivare l’ok sul nome del futuro candidato sindaco, i tre indipendenti potrebbero passare in minoranza, e con l’adesione di qualche altro malpancista, ribaltare la maggioranza e andare al voto.
Adriano Falanga