Vicenda Scafati Sviluppo. Il pugno duro di Michele Russo

La società di trasformazione urbana, al 100% partecipata dal Comune di Scafati, era nata per rilanciare l’area industriale ex Copmes e fallita ad Aprile 2017

Michele Russo
Michele Russo

Vicenda Scafati Sviluppo. Il pugno duro di Michele Russo.

“Una vicenda scandalosa ed incredibile per quanto sta emergendo”. E’ deciso ad andare fino in fondo il Presidente della Commissione Garanzia Michele Russo. Il leader del gruppo di minoranza “Insieme per Scafati” ha convocato la commissione da lui presieduta per il prossimo 4 settembre. “Ho convocato in commissione garanzia gli amministratori già designati dalla commissione straordinaria per fare luce sulla situazione di Scafati Sviluppo” conferma Russo.

Attenzione sulla partecipata comunale.

La società di trasformazione urbana, al 100% partecipata dal Comune di Scafati, era nata per rilanciare l’area industriale ex Copmes in via Catalano, ed è stata dichiarata fallita ad Aprile 2017, quando a Palazzo Mayer sedeva da due mesi la commissione straordinaria. I commissari revocarono l’allora cda, presieduto dall’attuale consigliere di maggioranza Alfonso Di Massa, nominandone uno di loro fiducia. Nel frattempo arrivò il fallimento, e da allora non è stato ancora chiarito chi oggi rappresenta gli interessi del Comune, a pieno titolo proprietario dell’area.

Giallo sul legale rappresentante.

“L’Amministrazione comunale sostiene che il legale rappresentante sia un soggetto tale dottor Abate, commercialista, diverso da chi invece risulta dalla Camera di Commercio ovvero il consigliere comunale Alfonso Di Massa. A noi interessa capire se e chi, ma temiamo nessuno, si stia interessando, ed invece abbia il dovere di farlo, della vicenda Scafati Sviluppo come legale rappresentante della società fallita – prosegue Michele Russo – Se qualcuno stia esaminando gli atti posti in essere dal curatore, la gestione dei beni comuni di proprietà della Scafati Sviluppo all’interno dell’area di via Domenico Catalano. A latere va detto che se risultasse confermato, e non abbiamo elementi che vadano in direzione diversa al momento, che il legale rappresentante è Alfonso Di Massa si aprirebbe un serio dubbio sull’ineleggibilità del consigliere più votato di Fratelli di Italia. Su questo aspetto ci sarebbero delle evidenti omissioni degli organi comunali competenti, che non potremo non segnalare nei modi dovuti”. L’invito a prendere parte alla seduta del 4 settembre è stato così trasmesso al dottor Vincenzo Abate, e agli altri due componenti Carmine Aquino e Maria Ariano.

La convocazione.

“In caso di assenza ingiustificata – si legge nel documento – lo scrivente si riserva di segnalare agli organi competenti per valutare l’omissione di atti d’ufficio”. Con delibera della Commissione, avente poteri di Consiglio Comunale, la numero 15 del 14 marzo 2017, l’allora prefetto Gerardina Basilicata revocava dall’incarico Di Massa e company, nominando un nuovo cda presieduto dal commercialista Vincenzo Cucco. Il professionista neanche una settimana dopo rifiuta l’incarico, certo dell’imminente fallimento della società. Il 21 marzo la triade lo sostituiva con Vincenzo Abate. Il 6 aprile la dichiarazione di fallimento. Secondo le verifiche di Palazzo Mayer, agli atti manca l’accettazione dell’incarico di Abate, facendo così decadere la delibera e non avviare la voltura in Camera di Commercio.
Adriano Falanga