Angri: oggi urne aperte. Ed ora vinca la “città normale”

Angri al voto. È imperativo ristabilire almeno una auspicata normalità. Chi, con intelligenza, la dovesse preservare potrebbe anche sbancare

Angri sindaci oggi la verità
Angri sindaci oggi la verità

Angri: seggi aperti, ora vinca la città dopo l’apatia. Dubbi da fugare. Tanti dilemmi coda di una anomala campagna elettorale estiva consumata con la preoccupazione del distanziamento e il ripetuto bombardamento social. Va in consegna agli annali la prima campagna elettorale “disumana”, quasi priva di contenuti politici e amministrativi, caratterizzata da offese personali e celebrazioni del sé, uno zecchino d’oro di ritornelli senza senso, rozzamente interpretato online. “La politica e la gestione della cosa pubblica sono ambiti in cui è richiesta serietà” dice Eugenio Macchia, figura inquietante e penna dissacrante, precursore del “sudicio candore” e a sua volta in campo per il consiglio comunale. Da queste urne ci attendiamo, ingiustamente, che vinca la città. Ingiusto perché sappiamo che non sarà ancora così ma solo una tragica e grottesca sequenza di quello che ci stiamo lasciando alle spalle da decenni.

Oltre i “carichi umani”.

Comunque dobbiamo confidare in questi cinque uomini che ci hanno messo la faccia e aspirano, ognuno a propria giusta guisa, con motivazioni e uomini diversi, alla guida di questa città “dolente”. Si è visto e sentito di tutto in questi caldi giorni di un’estate tragicamente irripetibile. In rete più che sui tabelloni foto apparentemente rassicuranti di candidati di ogni estrazione con braccia incrociate, nuovo must e uno standard di posa convenzionale da qualche tempo, che invitano immotivatamente a votarli. Sono i candidati 2.0 somministrati di slogan e luoghi comuni e “copia incolla”. “Carichi umani” per le liste di appoggio al sindaco Zeta o del sindaco Alfa, spesso “saltaquaglisti” senza dignità. Un filo di pagnottismo, incoerenza, egocentrismo e tant’altra roba da lettino psicoanalitico alimentano pulsioni represse e coacervi umani. M. per tutto il tempo della campagna mi ha tediato chiedendomi di leggere o sentire parlare di programmi. Ampie vedute per orbi. “Un decennio di merda” resta il claim più bello di questa campagna elettorale consumata a carte coperte, secondo un altro mio amico che oggi ha portato a questi risultati liofilizzati.

Alla ricerca della “normalità”.

I candidati sindaco più che fare promesse o il layout grafico più bello e colorato del mondo avrebbero dovuto concentrarsi ad ampliare la loro offerta programmatica a favore della città, nel concreto. I cittadini hanno bisogno di larghe vedute, di programmi seriamente concreti e non di eufemismi annacquati con la retorica delle parole banali, sorde e senza prospettive. Andiamo avanti ma per dove? Quale nuova vivacità? Si blatera e basta. Sarà il tempo e la prossima amministrazione a dare qualche risposta? La città ha necessità di avere riposte risolute, di uomini e donne con cervello e qualità intellettive che non si nascondano dietro alle ipocrisie o i falsi abbracci.

Dovrebbero cessare le “porcate” istituzionali con la necessità di offrire un’amministrazione vera e concreta. I cittadini vogliono capire e avere certezza di potere essere amministrati “ordinariamente” con saggezza e competenza, senza grossi e inutili voli pindarici e pippe mentali. È imperativo ristabilire almeno una auspicata normalità. Chi, con intelligenza, la dovesse preservare potrebbe anche sbancare. Almeno normalmente così dovrebbe essere. È comunque tempo di rottamazione, anche se ancora parziale. Ci sono ancora troppe “sacchette” in circolo, non c’è d’aspettarsi grandi cambiamenti, almeno nell’immediato post voto.
Luciano Verdoliva