Coronavirus. Torna a riempirsi lo Scafati COVID Hospital

Boom di asintomatici allo Scarlato. L’ospedale ospita, nei diversi reparti tutti dedicati alla patologia, una quarantina di pazienti

Coronavirus Scafati Covid Hospital
Coronavirus Scafati Covid Hospital

Coronavirus. Torna a riempirsi lo Scafati COVID Hospital.

Ufficialmente guariti dal Covid la moglie e il figlio dell’infermiere in servizio al Covid Hospital di Scafati. Sono stati momenti di preoccupazione, considerato che la donna aveva di recente subito un importante intervento chirurgico, ma alla fine l’incubo è svanito. Il professionista, da anni in servizio presso la struttura sanitaria cittadina, ha dormito per molte settimane, durante il picco dell’epidemia, in locali attigui all’abitazione principale, per l’indiretta trasmissione del virus.

Vanificate le precauzioni.

Ironia della sorte, è stato l’incolpevole figlio, di ritorno da una vacanza a Malta, a infettarsi e infettare la madre. A insospettire il padre, esperto infermiere anti – covid, una frase pronunciata dal figlio a tavola: “non sento il sapore di questa carne”. Da qui la richiesta e la successiva positività al tampone. Il ragazzo non presenterà più altri sintomi, restando in quarantena domiciliare da asintomatico, mentre la madre avvertirà sintomi simil influenzali, restando a letto per diversi giorni. Poi la doppia negatività e la guarigione.

Situazione in città. Torna a riempirsi il COVID Hospital.

In città al momento sono 12 i positivi, tutti in buone condizioni e domiciliati. E’ invece boom di asintomatici allo Scarlato. L’ospedale ospita, nei diversi reparti tutti dedicati alla patologia, una quarantina di pazienti, la metà dei quali asintomatici. Tra questi, una folta rappresentanza d’immigrati, tra cui braccianti agricoli. La loro permanenza in ospedale è dovuta principalmente all’impossibilità, secondo le autorità sanitarie, di poter fare una corretta quarantena domiciliare, in attesa del doppio tampone negativo.

Nel frattempo non si arresta la solidarietà verso la struttura. Due giorni fa è stato l’imprenditore Salvatore Gravina a donare un televisore agli operatori della terapia intensiva. In questo reparto sono al momento ospitati quattro pazienti. Nessun intubato, a destare maggiori preoccupazioni e una donna 93enne con patologie croniche. Per il resto, si presenta un quadro sostanzialmente tranquillo.
Adriano Falanga