Pompei. Inaugurata con “Leda e il Cigno” la rassegna letteraria settembrina

Ritorna la grande cultura nel Parco Archeologico di Pompei dopo il lockdown

POMPEI – Un pubblico non numeroso ma a distanziamento sociale, e soprattutto competente, ha partecipato alla prima rappresentazione della rassegna letteraria che ha inaugurato con Leda e il Cigno l’incontro con i mondi classici sulla mitologia antica in programma a settembre al Teatro grande di Pompei e a Villa Arianna, prodotta dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Associazione A voce alta. Curatori Massimo Osanna, Direttore Generale ad interim del Parco Archeologico di Pompei e Gennaro Carillo, Professore ordinario di Storia del pensiero Politico dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e alla Federico II. Leda inaugura un trittico, dal titolo Storie di seduzione e castigo, dedicato alla rilettura di tre figure chiave della mitologia classica le cui rappresentazioni abbondano negli affreschi del Parco archeologico pompeiano. La lectio di Laura Pepe propone una lettura del mito dell’accoppiamento tra il Cigno (che celava sotto mentite spoglie il Padre degli dei) e Leda come una violenza sessuale di primitiva barbarie consueta della Grecia Antica, nonostante nell’affresco pompeiano recentemente scavato sia stata rappresentata una partner compiaciuta ed ammiccante prima del rapporto sessuale che ha generato il concepimento di Elena, la donna che per la conquista delle sue grazie ha fatto scoppiare la guerra tra Greci e Troiani separando l’occidente dal resto del mondo, gettando il seme della discriminazione razziale. Un excursus sul valore e dramma della metamorfosi dall’Antichità fino ai ai giorni nostri ci offre anche una finestra inedita sulla psicologia di Giove come primo stupratore figlio di una cultura maschilista che lascia alla donna solo il ruolo di custode dell’utero da inseminare mentre il corteggiamento era riservato ai giovanetti. Esemplare e professionale la lettura scenica dell’attrice Elena Bucci. Voce e gestualità suggestiva, armonica e accattivante. Moltissimi applausi per uno spettacolo sperimentale alla fine ben riuscito.

Mario Cardone