S.Egidio. Sarà realizzata l’antenna di telefonia in Via della Rinascita

Sarà realizzata stazione radiomobile di telefonia in via Della Rinascita Sant’Egidio del Monte Albino. I giudici del TAR hanno dato ragione al gestore

S.Egidio del Monte Albino. Via della Rinascita
S.Egidio del Monte Albino. Via della Rinascita

S.Egidio. Sarà realizzata l’antenna di telefonia in Via della Rinascita.

Sarà realizzata stazione radiomobile di telefonia in via Della Rinascita Sant’Egidio del Monte Albino. I giudici del TAR hanno dato ragione al gestore che aveva presentato ricorso contro la diffida del Comune all’inizio dei lavori con l’avvenuta sospensione delle autorizzazioni.

Nessun ostacolo alla realizzazione.

L’istallazione dell’apparto emittente può essere realizzato, con il conseguente annullamento della disposizione di stop decisa dal Comune. Il vecchio provvedimento datato 13 gennaio 2009 è così stato annullato insieme alla sua efficace, con la società ricorrente, licenziataria del servizio pubblico radiomobile che aveva impugnato il provvedimento. La società ricorrente aveva evidenziato “la palese illegittimità di tale provvedimento, per motivi procedurali, per la formazione per silenzio assenso del relativo titolo, atteso il decorso, al momento della sua emanazione del termine di 90 giorni”.

Le obiezioni del comune.

Il Comune si era costituito in giudizio ribadendo la necessità del nullaosta dell’ARPAC per la verifica delle emissioni dell’impianto. Nel 2009 il TAR aveva accolto l’istanza cautelare, sospendendo l’efficacia della diffida. Il tribunale amministrativo regionale ha ora accolto il ricorso sottolineando e avvalorando, in ordine sparso, il silenzio assenso sull’autorizzazione e sulla richiesta del gestore della rete, con scadenza del termine di 90 giorni, a formare l’OK per la realizzazione dell’impianto stesso.

Le motivazioni del TAR sul nulla osta.

Per quanto riguarda il nullaosta dell’ARPAC, il TAR lo definisce rilevante per la formazione del permesso, con le misurazioni collegati alle immissioni e non alla realizzazione materiale dell’impianto. Il TAR, dunque avvalora, l’illegittimità del divieto d’installazione stabilito nel regolamento comunale posto dall’ente a fondamento della decisione. Le opere di telecomunicazioni, scrive il TAR, sono ritenute opere aventi carattere di pubblica utilità, e come tale realizzabili in qualsiasi zona del piano regolatore, ubicati in qualsiasi parte del territorio comunale. La fonte è “La Città”.