Scafati. Alfonso Di Massa entra in giunta ma con l’incognita

Alfonso Di Massa in giunta ha un procedimento aperto per incompatibilità, agli atti risulta ancora rappresentante legale della fallita Scafati Sviluppo

Salvati Di Massa
Salvati Di Massa

Scafati. Alfonso Di Massa entra in giunta ma con l’incognita.

L’arrivo di Alfonso Di Massa in giunta suscita le polemiche dell’opposizione. Sia perché ha un procedimento aperto per incompatibilità, sia perché agli atti risulta ancora rappresentante legale della fallita Scafati Sviluppo.

I dubbi di Michele Grimaldi.

“Sarebbe addirittura ineleggibile. Significa che tutti gli atti approvati in Consiglio col suo voto determinante sarebbero nulli secondo la legge” le parole di Michele Grimaldi. In uno con il gruppo Insieme per Scafati ha presentato accesso agli atti per fare luce sulle diverse ed eventuali cause ostative.

Sarconio chiede chiarezza.

Sulla stessa scia anche il consigliere Giuseppe Sarconio. “Sarebbe anche opportuno che l’assessore Di Massa desse comunicazione alla città sulle sue intenzioni per quanto riguarda i controlli alle aziende di rifiuti, conserviere o altre a rischio ambientale che siano. Ha mica conflitti di interesse di tipo lavorativo e politico verso queste aziende?” la stoccata del grillino.

Le parole del neo assessore Di Massa. La questione Scafati Sviluppo.

Il neo assessore, chiamato in causa, fa chiarezza in conferenza stampa. Prima di firmare il decreto di nomina, ha saldato i pregressi debiti e rimosso il contenzioso che aveva con il Comune.

Resta la questione Scafati Sviluppo. “Il dottore Abate era stato nominato dalla Commissione Straordinaria, e accettato l’incarico. Da rappresentante legale ha anche prodotto atti – svela Di Massa, con la conferma del primo cittadino – La voltura in Camera di Commercio è stata presentata in ritardo, il mio legale si sta occupando di questo. Quando la società è stata dichiarata fallita, il presidente della Stu era il dottor Abate, e lo è ancora”. Uno cda di fatto ancora in carica, sul quale però l’amministrazione ha nicchiato durante questi mesi. “Ho chiesto d’incontrare il giudice fallimentare – aggiunge Salvati – l’obiettivo è di riproporre un nuovo CDA per rilanciare la società. Nell’area industriale Ex Copmes operano circa 500 dipendenti”. Un cda necessario anche per ricollocare il grande escluso Peppino Fattoruso.
Adriano Falanga