Scafati. Crisi commercio: addio a 108 attività

Resta ancora in negativo il saldo delle partite iva scafatesi negli ultimi 4 anni. Erano 4.876 le partite iva nel 2016, scese a 4.768 a dicembre 2019

Scafati. Commercio lumini funebri
Scafati. Commercio lumini funebri

Scafati. Addio a 108 attività commerciali.

Resta ancora in negativo il saldo delle partite iva scafatesi negli ultimi 4 anni. Erano 4.876 le partite iva nel 2016, scese a 4.768 a dicembre 2019. Significa, che tra nuove attività aperte e quelle invece chiuse, la città ha visto “scomparire” dal territorio ben 108 attività commerciali. In realtà, più che scomparire, il tessuto commerciale locale sembra stia trasformandosi.

I dati ufficiali.

Lo dicono i dati ufficiali elaborati dalla dottoressa Irene Giannattasio, responsabile Studi, Supporto Strategico e Programmazione – Statistica e Prezzi della Camera di Commercio di Salerno. Dall’analisi del triennio 2016/2019, abbiamo un saldo complessivo negativo di 108 attività. Nel 2016 alzavano serranda 386 attività, rispetto alle 310 che cessavano. Negli anni il dato si è amaramente invertito. A dicembre 2019 saranno 288 le nuove imprese, a fronte delle 336 che hanno dato l’addio. L’anno nero si conferma il 2018, quando chiuderanno 322 attività a fronte delle 274 start up registrate. E’ vero che il saldo vede un netto meno 108, ma è anche vero che se un settore piange, un altro ride. Ad avvertire maggiormente la crisi è il settore del commercio, ingrosso e dettaglio.

L’allarme delle associazioni di categoria.

Un dato ampiamente corrispondente alla realtà dei fatti, segno che gli allarmi lanciati dalle associazioni di categoria non sono campati in aria, o frutto di strumentalizzazioni politiche. A Scafati il commercio al dettaglio è letteralmente in agonia. C’erano 1.882 attività nel 2016, scese drasticamente a 1.733 nel 2019. Una crisi che ha lasciato sul campo ben 149 attività commerciali. Non è difficile immaginare i motivi. Il calo segue esponenzialmente gli anni del commissariamento, tra tasse al massimo, carenza dei servizi come la pubblica illuminazione, la sicurezza, la viabilità, la raccolta dei rifiuti.

I piccoli commercianti.

A pagarne le spese, inevitabilmente, sono stati proprio i piccoli commercianti. Una lenta ripresa è avvertita nei primi sei mesi del 2020, dovuta però al proliferare di attività di diversa tipologia. Dalle 108 imprese perse dal 2016, a Giugno 2020 l’asticella si è fermata a meno 57. Non solo il commercio, anche il comparto Agricoltura registra un -53. Le 576 aziende agricole del 2016 sono scese a 523 nel dicembre 2019. E’ positivo invece il saldo delle attività di alloggio e ristorazione: 266 attività.

Il boom dei B&B.

Un dato che dimostra il boom di B&B, nonostante molte di queste strutture operino ancora nel mondo del sommerso. Crescono anche i servizi finanziari, le attività di noleggio, e quelle dedite a giochi e scommesse. Insomma, si produce di meno, ma si spende di più in servizi. A cedere il passo sono state soprattutto le imprese individuali, erano 2.784 nel 2016, scese a 2.560 a giugno 2020. Significa che 226 piccoli imprenditori hanno gettato la spugna. Cala l’iniziativa individuale e sale quella di capitali. Sono quasi 250 le nuove società di capitali infatti, dalle 1.245 del 2016 alle 1.485 di giugno 2020. Scafati cambia rotta, anche perché l’analisi dimostra che i capitali sono investiti in attività che generano ben poco indotto e richiesta di lavoro.

Adriano Falanga