Scafati. L’opposizione incalza sul Consorzio

L’interpellanza di Insieme per Scafati, dopo una lunga cronistoria, consta di ben 14 domande rivolte al primo cittadino per fare chiarezza sulle giacenze e sull'effettivo valore delle farmacie

SCAFATI. A un mese esatto la maggioranza torna a riunirsi, in previsione di un consiglio comunale che dovrebbe tenersi a breve. Si parlerà di farmacie comunali e del rinnovo della convenzione con il Consorzio Farmaceutico per la loro gestione. Una convenzione che manca da due anni e che in realtà serviva per coprire il “buco” temporale in attesa della loro vendita. A quasi tre anni dall’uscita dal Cfi, ad oggi manca sia il bando di vendita che la stessa convenzione. L’opposizione incalza l’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati e ieri il gruppo Insieme per Scafati ha protocollato l’ennesima interpellanza. Un documento fitto di domande, segno inequivocabile delle non poche perplessità che ancora aleggiano sulle cinque strutture sanitarie di proprietà comunale. A preoccupare Michele Russo, Michele Grimaldi, Michelangelo Ambrunzo e Alfonso Carotenuto sono alcuni verbali, definiti contraddittori, che ha stilato il Consorzio qualche anno fa. Il verbale 77 del 02/05/2019 dell’assemblea dei sindaci prendendo atto del recesso da parte del Comune di Scafati riporta testualmente “si ritiene congruo un ristoro integrato dalla differenza tra valore effettivo dell’investimento effettuato su ogni singola farmacia e l’apporto iniziale per un totale di € 1.889.385” considerato che “il fatturato della farmacia negli ultimi anni ha avuto una tendenza in aumento, mentre i costi di gestione hanno avuto una tendenza in diminuzione”. Insomma, gli affari andavano bene, se non fosse, sempre stando a quanto si legge nell’interpellanza, nel successivo verbale, il n.79 del 3 ottobre 2019, il ristoro veniva rivisto al ribasso in quanto “il fatturato della farmacia negli ultimi anni ha avuto una tendenza in diminuzione, mentre i costi di gestione hanno avuto una tendenza in aumento”. In cinque mesi la catastrofe. “Appare chiara una discrasia logica, lessicale e matematica tra le valutazioni contenute nel verbale n.77 e quelle contenute nel n. 79 del CFI” osservano i quattro consiglieri di minoranza. Ad ogni modo, di questo ristoro non ci sarebbe traccia nel bilancio di previsione approvato a settembre. A preoccupare è anche la recente inchiesta giudiziaria che ha interessato tra gli altri, il direttore generale del CFI, dott. Sorrentino. “Emergono perplessità sulla trasparenza e la correttezza dell’inventario, delle giacenze e del magazzino del CFI stesso”, scrivono ancora i consiglieri. L’interpellanza dopo una lunga cronistoria arriva al punto saliente, che consta di ben 14 domande dirette al primo cittadino Cristoforo Salvati. Si chiede chiarezza sulle giacenze ed effettivo valore delle farmacie, sulla bozza di convenzione approvata dal consorzio ma soprattutto “se il Sindaco abbia avuto contatti di qualsiasi sorta con soggetti privati interessati ad acquisire informazioni in merito alla gestione e alla vendita delle farmacie comunali e perché il presidente del consiglio comunale dichiari la volontà di concedere un ristoro al CFI se, sia il ragioniere capo Martellato, sia il collegio dei revisori dei conti, non ritengano tale scelta un atto dovuto”.

Adriano Falanga