Nascere ai tempi del Covid19, l’inno alla vita di una ostetrica

"Siamo i professionisti più fortunati, la nostra forza sta nel vedere che la vita continua ogni giorno e che l'amore vince sempre su tutto. Anche su questo virus"

Si lavora incessantemente nelle corsie degli ospedali ai tempi del Covid19. Coperti da tute e mascherine, medici, infermieri, operatori sanitari tutti, sfidano la paura del contagio e scendono in trincea per dare sollievo e cure a chi soffre.

È dura anche ritrovarsi in un letto di ospedale per dare alla luce un figlio senza poter incrociare lo sguardo di un familiare o di un amico, senza il conforto di chi ti ama. L’unica carezza arriva dallo sguardo di chi ti sta curando. Occhi che per fortuna possono ridere di gioia quando tra quelle corsie, dove si lotta contro la morte, si sente il primo vagito di uno scricciolo che dà il benvenuto alla vita.

Lo ha raccontato bene, in un solo scatto, la giovane ostetrica paganese Lucia Greco. Una foto che la vede ritratta, in un corridoio dell’Umberto I di Nocera Inferiore, con un bimbo appena natp tra le braccia e il suo post pubblicato su Facebook sono un inno alla vita e alla gioia. 

“Essere ostetrica durante una pandemia globale non è per niente semplice. Noi siamo lì, tra le molte difficoltà, a sorridere con gli occhi, perché con questo Covid-19 i nostri volti sono coperti da mascherine – scrive Lucia Greco-.Siamo vicine alle donne con lo stesso sostegno e la stessa empatia di prima e proviamo a trasmettere calore nonostante le nostre mani siano coperte da due paia di guanti. Facciamo del nostro meglio per farle sentire amate, perché abbiamo dovuto privarle dell’amore dei loro cari. Eppure, siamo i professionisti più fortunati, la nostra forza sta nel vedere che la vita continua ogni giorno e che l’amore vince sempre su tutto. Anche su questo virus. Io ci sono”.