Angri. Area ex MCM, ritardi riqualificazione: si va per vie legali

Riqualificazione dell’ex area ex MCM. Il Comune ha dato mandato congiunto a una triade di legali per fronteggiare il ricorso al Tar della Campania presentato dalla società proprietaria dell’area ex MCM

Angri Area ex MCM stop demolizione
Angri Area ex MCM stop demolizione

Angri. Area ex MCM, ritardi riqualificazione: si va per vie legali.

Riqualificazione dell’ex area ex MCM. Il Comune ha dato mandato congiunto a una triade di legali per fronteggiare il ricorso al Tar della Campania presentato dalla società proprietaria dell’area ex MCM. I tre legali coordinati dal dirigente del settore avvocatura Rosaria Violante dovranno occuparsi della disputa legale che vede la società conserviera agire giudizialmente nei confronti del Comune “per effetto della mancata definizione dell’attivato procedimento del piano urbanistico attuativo”.

La riqualificazione dell’area.

Il privato ha già inviato la documentazione richiesta per quanto concerne il piano urbanistico attuativo che prevede la riqualificazione dell’ex area industriale situata proprio nel centro cittadino tra Via Risi, Via Semetelle, Corso Vittorio Emanuele e Via Nuova Cotoniere. Dalla ricostruzione dei fatti, fatta dal quotidiano “La Città”, la società contesterebbe il Comune di perdere tempo rispetto all’adozione del piano.

Le precisazioni di Cosimo Ferraioli.

Precedentemente il sindaco Cosimo Ferraioli si è espresso in merito alla questione del progetto di riqualificazione dell’area adducendo che non dipenderebbe dalla volontà dell’amministrazione comunale ma molto dalla tempistica collegata alla necessità di avere la richiesta dei pareri tecnici sul piano urbanistico attuativo. La proposta di riqualificazione e rigenerazione urbana della vasta area prevede la realizzazione di 147 alloggi, un cinema, una piazza urbana, spazi verdi, un bocciodromo e aree parcheggi sotterranei.

Nel progetto è prevista anche la costruzione di una galleria commerciale con uffici pubblici e locali destinati all’edilizia pubblica e privata. La precedenza dovrebbe essere dunque assicurata alla realizzazione anche delle opere secondarie. Già nei mesi scorsi sono stati effettuati i lavori di demolizione di alcuni edifici ritenuti pericolanti nell’area. Lavori di demolizione che scindono dalla faraonica progettazione cui da tempo al centro del dibattito cittadino.