Scafati. Il Covid manda in tilt l’Asl

Sospesi i ricoveri ordinari e gli interventi chirurgici programmati. Collassato anche il tracciamento dei contagi a mezzo tampone, per l’alto numero di tamponi effettuati ogni giorno e la conseguente impossibilità di processarli in tempi brevi

Scafati. Ospedali al collasso e carenza di personale.

Arriva dall’Asl Salerno lo stop ai ricoveri e interventi chirurgici programmati e non urgenti. Lo ha deciso il commissario per l’emergenza Covid dottor Mario Polverino, a margine di un tavolo tenuto con i dirigenti medici che guidano i reparti dedicati al SarsCov2 e recependo anche la disposizione dell’Unità di Crisi Regionale del 15 ottobre. La disposizione è stata comunicata con una nota indirizzata al direttore generale Asl Mario Iervolino e al direttore sanitario Mario Primiano. Rallentate anche le attività ambulatoriali. Non piace al sindacato degli infermieri Nursind la soluzione adottata da Polverino. “La nota non mette minimamente al centro della discussione il cittadino-utente che in tal modo si vede contrarre, per la seconda volta, il suo diritto alla salute – scrive il segretario provinciale Biagio Tomasco -. L’Unità di Crisi indicava una sospensione dei ricoveri ordinari nella misura utile al raggiungimento e al soddisfacimento della maggiore domanda assistenziale, indicando che la sospensione dovesse essere graduale e non certamente immediata per come disposto dal sovrintendente Covid per l’ASL Salerno”.

“Una sconfitta per tutto il sistema salute”.

Tomasco la definisce “una sconfitta per tutto il sistema salute”. “Appare strano che la decisione sia adottata dal sovrintendente Covid e non dalla direzione strategica – continua il sindacalista -. Avremmo gradito da parte del sovrintendente un’azione più mirata ad identificare gli eventuali ospedali covid, i percorsi, le linee guida, la fornitura di D.P.I. e quant’altro fosse propedeutico ad affrontare questa seconda ondata, e non certamente a farci ripiombare in un medio-evo sanitario che nulla di buono od efficiente porti con sé”. Lo stress della rete sanitaria locale abbraccia anche il sistema del tracciamento a mezzo tampone, oramai collassato per l’alto numero di tamponi effettuati ogni giorno, e la conseguente impossibilità di processarli tutti in tempi ragionevoli.

Basti pensare che vi sono decine di soggetti in attesa di tampone, che sia di conferma positività o di avvenuta guarigione, da molti giorni. In alcuni casi viene loro consigliato, onde velocizzare i tempi, di rivolgersi a strutture private, certificando il mancato potenziamento dell’intero sistema da parte della Regione Campania, che pure ha avuto l’estate davanti per organizzarsi, sapendo bene della probabilità di una seconda ondata autunnale. A farne le spese anche il Comune di Scafati. Ieri mattina l’Asl ha sospeso i tamponi programmati sui circa 200 tra dipendenti, Giunta e Consiglieri comunali. Ne sono stati effettuati la metà. Il motivo l’elevata coda di tamponi da processare arrivati in appena mezza giornata ai laboratori. Sale intanto a 120 il numero dei positivi in città, quasi tutti domiciliati, con un paio di ospedalizzati, di cui uno grave. Due giorni fa la città ha registrato il decesso di due anziani ricoverati, di 77 e 81 anni. Ma è solo la punta dell’iceberg. Contando le persone che si sono rivolte a strutture private per sottoporsi a tampone per la ricerca antigenica del Covid19, si è arrivati ad un numero complessivo di contagiati pari circa a 200.
Adriano Falanga