Scafati. Farmacie scontro sul ristoro

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La questione è in termini totalmente diversa da come viene rappresentata, noi stiamo portando avanti ciò che è stato deciso dalla commissione straordinaria. Getta acqua sul fuoco Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale, a seguito delle forti polemiche sollevate dalla minoranza sull’attuale situazione delle cinque farmacie comunali. All’atto dell’insediamento abbiamo preso atto che la commissione straordinaria aveva deciso di alienare le farmacie e conseguentemente dato incarico di valutarle, con il ristoro che spetterebbe al Consorzio Interprovinciale. Una dismissione importante, contabilizzata nel piano di riequilibro approvato dalla Corte dei Conti. Ma da quasi due anni oramai, non solo non è ancora partito il bando, ma fatto ancor più grave è la gestione delle farmacie portata avanti dal Cfi in assenza di una regolare convenzione con il Comune di Scafati. Questo non permette all’Ente scafatese di esercitare il proprio potere di controllo sulle strutture di proprietà, alla luce anche dell’assenza di referenti nominati dell’amministrazione scafatese nel cda, del quale non ne fa più parte. Da subito l’amministrazione si è attivata per dare un giusto valore alle farmacie, oggi il valore è aumentato, e di ridurre il ristoro che dovrebbe avere il Consorzio aggiunge Santocchio. Un ristoro che una bozza di convenzione approvata solo dal Cfi e mai ratificata, fissa in poco più di 800 mila euro, rispetto ai circa 2 milioni iniziali. Vantaggioso secondo Santocchio, non dovuto secondo il gruppo Insieme per Scafati, che si richiama ad una nota dell’ex ragioniere capo Francesco Martellari. In quel documento, datato aprile 2020, l’allora responsabile del settore finanziario di Palazzo Mayer evidenziava la contrarietà espressa anche dal Collegio dei Revisori dei Conti. Nelle more che il Comune si pronunci sulla legittimità e sulla quantificazione dell’importo, ritiene che lo stesso non debba comunque essere inclusa nella disciplina del bando di gara poiché il rapporto nasce tra Ente e Consorzio. E sulla stessa posizione era anche l’ex assessore al Bilancio Maria Pisani, che nella sua breve esperienza in giunta aveva concentrato le energie proprio sulla vendita delle farmacie. Il ristoro non può rientrare nella vendita aveva più volte sottolineato. E del resto, a margine dell’approvazione del bilancio, tale somma non è stata neanche prevista. “Purtroppo oggi non siamo in grado di ritornare sui passi della decisione della vendita perché il ricavato è essenziale per far girare il piano di riequilibrio continua ancora Santocchio – gli atti prodotti dall’amministrazione Salvati vanno tutti in una solo direzione, quella di fare gli interessi del Comune di Scafati. Con noi il valore delle farmacie è raddoppiato e il valore del ristoro è dimezzato insiste. Emergono perplessità sulla trasparenza e la correttezza dell’inventario, delle giacenze e del magazzino del CFI stesso – la replica di Insieme per Scafati in una recente interpellanza questo potrebbe portare alla svalutazione delle nostre farmacie, indipendentemente dalla loro stima.
Adriano Falanga