Scafati. La consigliera di maggioranza Vaccaro, mostra perplessità sulle commissioni

In tempi di smart working e di videoconferenze, le Istituzioni locali arrancano non poco per tenere il corretto svolgimento delle commissioni. Non poche le difficoltà lamentate dall’opposizione, ma dalle fila della maggioranza è anche la presidente della commissione Commercio, Antonella Vaccaro, a mostrare perplessità. La consigliera di maggioranza ha infatti deciso di rinunciare al gettone di presenza di 30 euro fino a quando non sarà garantita la giusta pubblicità delle sedute. “A che serve prendere il gettone quando resto tranquillamente a casa in collegamento internet?”. Non solo, non esiste un metodo o regolamento comune per la convocazione e svolgimento delle nove commissioni. Una necessità sollecita al Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio e al sindaco Cristoforo Salvati, dal leader di Insieme per Scafati Michele Russo. “Allo stato si sta procedendo in ordine sparso, con il rischio che nove commissioni si regolino in maniera diversa e che non sia garantita la pubblicità delle sedute nello stesso modo per tutte le commissioni. Le sedute di commissione hanno un costo per l’ente e quindi è necessario siano utili e produttive. Sarebbe opportuno individuare dei criteri comuni per decidere sulle riunioni quando da fare in presenza e quando in remoto. Poi sarebbe utile che usassimo sempre la stessa piattaforma anziché usarne diverse”. Difficoltà anche per lo smart working dei dipendenti. “Io non ho il verbale della precedente seduta di commissione ma il segretario è a casa e non sa se e quando lo recupererà” sottolinea Russo. “Inammissibile che ci siano diverse modalità, è ancora più inammissibile che si permetta l’accesso solo dietro preventivo invio di una pec da parte dei cittadini, una discriminazione richiesta dal Presidente della commissione bilancio, Nicola Cascone – le parole di Giuseppe Sarconio – La partecipazione alla vita pubblica dei cittadini va facilitata e deve essere accessibile a tutti e non solo a chi ha uno strumento come la PEC che non è obbligatorio avere per usufruire di alcun diritto. Cosa si teme? Perché questi paletti? Proporrò che dopo la battaglia vinta per lo streaming del consiglio comunale, anche le commissioni vadano in rete”.
Adriano Falanga