Scafati. Allarme ufficio tributi

Scafati comune
Scafati comune

Tempi difficili per i conti di Palazzo Mayer, l’ufficio tributi è infatti in affanno, sia per i non soddisfacenti incassi, sia per la pesante riduzione di personale subita in appena in un anno. Guidato dall’ex responsabile delle Politiche Sociali Vittorio Minneci, l’ufficio in un anno ha dimezzato il suo personale. Erano dodici unità disponibili a novembre 2019, sono in sei oggi, e tra un mese andrà in pensione anche lo stesso Minneci. “Senza voler sollevare alcuna polemica e ben consapevole che il problema riguarda tutti i settori comunali, La riduzione del personale assegnato al settore ha raggiunto livelli che ne mettono in dubbio la sua stessa sopravvivenza” scrive il caposettore ai componenti della Commissione Bilancio, in una attenta relazione sulle attività di riscossione dell’ufficio da lui guidato. La pandemia e il lockdown hanno compromesso in maniera preoccupante gli incassi tributari dell’Ente, con le attività commerciali e le famiglie in ginocchio. “Analizzando i pagamenti della Tari, si assiste ad una progressiva diminuzione della percentuale di cittadini paganti e di importi incassati che procede in maniera costante man mano che si avvicina all’anno in corso – aggiunge ancora Minneci – Di fatto i contribuenti dilatano i pagamenti nell’intero quinquennio che li separa dall’emissione degli accertamenti e quindi possiamo constatare che più si retrocede negli anni di imposta, maggiore è la percentuale dei paganti e degli incassi: per l’anno 2019 siamo al 47% del dovuto e al 57% di paganti, percentuali che aumentano man mano che si torna indietro negli anni”. Sarebbe a dire che gli scafatesi più che non pagare, pagano con forte ritardo, confidando, il più delle volte, nella prescrizione che subentra dopo 5 anni. “Preoccupa inoltre il fatto che pur retrocedendo fino al 2013, anno su cui ha lavorato Geset, anche per gli accertamenti siamo lontani dalla totale copertura dei costi del servizio, segno che nessuno strumento, neppure quelli di cui era dotato il precedente concessionario, riesce ad assicurare la totalità del pagamenti”. Sempre l’ex concessionario dei tributi ha trasmesso circa 3mila ingiunzioni fiscali da notificare entro fine anno. Un totale di ben 3 milioni di euro che rischia di andare perso, ragion per cui, puntualizza ancora il dirigente “la situazione deve essere costantemente monitorata per evitare eventuali danni erariali”. La mancata festa patronale, le ordinanze di chiusura dell’area mercatale, le esenzioni per l’occupazione di suolo pubblico a favore del pubblici esercizi rischia di dimezzare l’introito preventivo quanto alla Cosap. Gli accertamenti 2014 hanno prodotto un incasso di 400mila euro mentre sono in spedizione quelli relativi al 2015, a rischio prescrizione. In gioco circa 5 milioni di euro. Tale relazione doveva essere discussa il 4 novembre in commissione, andata però sospesa per le dimissioni del presidente Nicola Cascone.
Adriano Falanga