Pompei. Interventi urbanistici ma chi governa il territorio?

L’atavica incapacità della politica locale ha lasciato Pompei nel disordine urbanistico totale in cui prevale abusivismo e improvvisazione mentre mancano arterie di collegamento funzionali sul versante Nord – Sud come su quello Est – Ovest. Ogni tanto la città degli Scavi Archeologici e del Santuario della Madonna del Rosario beneficia della costruzione di qualche strada.  In pratica o  deve arrivare un Papa in visita, a Pompei, o  si devono eliminare i passaggi a livello della Ferrovia di Stato (o della circumvesuviana) per beneficiare di lavori pubblici strategici con la costruzione di arterie di collegamento cittadino destinate a rimanere opere isolate. I lavori del Grande Progetto Pompei hanno riproposto l’antico problema di risolvere, la questione urbanistica attinente all’immagine e ai servizi della Buffer Zone specie riguardo ai flussi di traffico. Sono così partiti due “progetti mascherati”: il primo motivato dallo scopo di l’incrocio tra le due linee ferroviarie che servono gli Scavi di Pompei mentre l’altra era nata allo scopo  di abolire i passaggi a livello della Ferrovia Circumvesuviana. Ora senza farla lunga  entrambe le iniziative (una governata dall’Unità Grande Pompei che ha avuto come braccio operativo la RFI e l’altra governata dalla regione Campania si è servita della progettazione EAV) sono state caratterizzate da due costanti: la scarsa e incompleta comunicazione  e la mancanza di vicinanza diretta agli interessi degli operatori economici di Pompei. Per dirne una è sintomatico che dalla prima riunione le risoluzioni sul cosiddetto Hub ferroviario sono state prese a Roma  e che sia per il progetto di trasformazione urbanistica  RFI che per quello EAV i pompeiani si sono trovati nella necessità di rincorrere decisioni già prese. Il fatto è per entrambi i piani si tendeva a risolvere problematiche importanti ma che avevano poco a che vedere col territorio. Si è trattato, per farla breve, nel primo caso di “avvicinare” gli Scavi di Pompei a Roma e nel secondo di avviare la riqualificazione stradale sul versante Nord degli Scavi nell’attesa della creazione di una dorsale di traffico interno e l’apertura di un nuovo ingresso al Parco Archeologico a Civita Giuliana  con evidente incidenza sui flussi turistici. Parliamo di questioni urbanistiche di rilevante importanza strategica che non hanno mai registrato il protagonismo della classe politica dirigente locale. Ora tra revisioni, dibatti e discussioni ci si avvia alla fase conclusiva di un “percorso a singhiozzi”. Il quadro attuale è molto diverso da quello di partenza ma si rischia di ripartire senza la costituzione formale di regia a livello locale. Sarà all’altezza del compito l’amministrazione comunale uscita dalle urna il 21 settembre? Questo è il problema.

MarioCardone