Campania. Oltre centro sindaci dicono no alle scuole aperte

Sono almeno un centinaio in Campania i Comuni che terranno ancora le scuole chiuse. Ci sono comuni che persistono nella chiusura

Scuole chiuse
Scuole chiuse

Campania. Oltre centro sindaci dicono no alle scuole aperte.

Sono almeno un centinaio in Campania i Comuni che terranno ancora le scuole chiuse. Ci sono comuni che persistono nella chiusura in alcuni casi fino a fine novembre, in altri fino all’8 dicembre. Pagani fa da apripista nazionale, anche per possibili future indicazioni, si torna in classe, secondo l’ordinanza del sindaco Raffaele De Prisco, solo l’11 gennaio. «Su 700 contagi il 30 per cento sono alunni, docenti, personale scolastico e loro familiari. Troppi per tenere le scuole aperte – spiega il primo cittadino di Pagani – e non c’è stata la possibilità di fare un vero screening per alunni e genitori».

La bocciatura per De Luca.

Tra i sindaci che bocciano l’ordinanza di De Luca, scrive “Repubblica”, e si cautelano su un possibile ritorno di nuovi focolai di contagio, c’è il primo cittadino di Caserta, Carlo Marino. Che si era già appellato al governatore, nella sua funzione di presidente della sezione campana dell’Anci (l’associazione dei Comuni), di far slittare la riapertura delle scuole almeno fino alla fine di novembre. De Luca dopo una fase dura ha preferito scaricare con tecnica sui sindaci stessi della responsabilità di decidere, all’occorrenza, di lasciare le scolaresche e i docenti a casa. “Uno scaricabarile” dicono all’unisono i primi cittadini di ogni colore. Mentre il loro rappresentante, Carlo Marino, non solo vieta le riaperture fino al 6 dicembre, ma pone condizioni inderogabili alla eventuale ripresa delle attività in presenza, legate ai dati forniti dall’Asl di Caserta, allo “screening bisettimanale, per alunni e personale, un riscontro settimanale circa le presenze in classe” e la sanificazione settimanale delle scuole. Avellino consente solo l’apertura di asili nido e ludoteche, specificando che “per il momento è la cosa più giusta da fare”.

Anche a Salerno scuole ancora chiuse fino al 3 dicembre.

Il deluchiano di ferro, il sindaco di Salerno Enzo Napoli, frena sulle attività in presenza fino al 3 dicembre, dopo aver visto in videoconferenza i presidi “che ci hanno segnalato – spiega – alcune difficoltà evidenti” circa il personale innanzitutto, tra “fragili” e in quarantena, e i genitori restii a mandare i bambini a scuola. Napoli attende di disporre di dati aggiornati, mentre proprio su questo si appuntano i distinguo di de Magistris, che ieri ha scritto al governatore e all’Unità di crisi della Regione per chiedere “ad horas visto che l’ordinanza sta per entrare in vigore, i dati dei test antigenici effettuati e i dati sul contagio della città di Napoli suddivisi per quartiere e per luoghi in cui insistono le scuole”. Una macchina per lo screening non proprio perfetta.

Aprono Napoli e Benevento. L’agro nocerino in stand by.

Tra i capoluoghi di provincia solo Napoli e Benevento apriranno i battenti delle loro scuole. A Torre Annunziata Vincenzo Ascione lascia chiuse le scuole “nonostante i dati siano in leggero miglioramento”, soprattutto perché teme «i bambini portatori asintomatici». Il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba, convinto dello «scaricabarile sui primi cittadini», tiene ancora chiuse le scuole e commenta: “La pandemia è una guerra e, come tale, ha bisogno di un solo generale”. Nell’agro nocerino oltre alla citata Pagani quasi tutti i sindaci hanno bocciato l’ordinanza di De Luca prevenendola in anticipo. C’è un grosso interrogativo se riprendere le attività didattiche in presenza nella seconda decade di dicembre, si guarda con interesse alla vicina Pagani. Il Covid fa ancora male ed è in agguato.