Napoli. COVID-19. San Gregorio Armeno rischia di scomparire

Napoli. Un Natale COVID che rischia di anche la magia dei presepi della tradizione napoletana di San Gregorio Armeno. Gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno scritto a Governo e Regione Campania

Napoli San Gregorio Armeno
Napoli San Gregorio Armeno

Napoli. COVID-19. San Gregorio Armeno rischia di scomparire.

Un Natale COVID che rischia di anche la magia dei presepi della tradizione napoletana di San Gregorio Armeno. Oggi su “Il Mattino” la lettera che gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno scritto a Governo e Regione Campania. C’è la disperazione per essere stati dimenticati dal “decreto ristori”.

Gravi conseguenze sulla strada dell'”eterno natale”.

I pastorai parlano di “conseguenze drastiche”, ma non nell’accezione populistica delle minacce di scioperi o di tensione. Ma mettono in evidenza, si legge nel pezzo, che “oltre a rovinare l’unicità di una delle dieci strade più famose al mondo, vi accorgerete prima o poi di aver rovinato numerose attività del centro storico, le famiglie a esse connesse e le vite di tanta, tantissima gente”. Per loro ha parlato Gabriele Casillo, presidente dell’associazione di promozione sociale “Le Botteghe di San Gregorio Armeno” che comprende i 38 storici negozi della strada detta “dell’eterno Natale”.

Dimenticati da Stato e Regione.

Nei giorni del lockdown Casillo ha condiviso le preoccupazioni di tutti, il decreto ristori che non prevede alcun tipo di sostegno per le attività commerciali accomunate dall’associazione. Via San Gregorio Armeno, registra la maggior parte degli incassi nel periodo tra il primo novembre e il sei gennaio. I mesi successivi sono di totale inoperosità, fino alla primavera quando riprende il turismo di massa portato anche dalle grandi navi da crociera che quest’anno sono mancate al molo. Le trentotto botteghe di San Gregorio Armeno si sostengono per cinque – sei mesi con gli incassi di Natale che, però, quest’anno sicuramente non ci saranno. Quasi tutti i pastorai sono reduci da otto mesi difficilissimi, e tanti non hanno più risorse per sostenersi.

Al limite del sostentamento.

“Se non accadrà qualcosa l’intera strada rischia un lockdown definitivo, per sempre”, dice Casillo a “Il Mattino” e ancora “Nessuno ha riserve per andare avanti fino alla prossima primavera. Ecco perché c’è disperato bisogno di aiuto. E vogliamo sommessamente ricordare che intorno alle botteghe c’è un mondo di artigiani dell’indotto che porta a circa 120 il numero delle famiglie che vivono “grazie” a San Gregorio”. Anche l’intero mondo economico del Centro Storico che è sorto e si è espanso proprio partendo da San Gregorio Armeno che è il fulcro della visita di ogni turista rischia il default. Ora sperano che qualcuno li ascolti.

De Luca li ha snobbati.

Già in primavera hanno chiesto udienza al governatore De Luca che non li ha mai presi in considerazione. In campagna elettorale Matteo Salvini chiese un incontro, ipotizzando di poter sposare la loro causa, loro rifiutarono l’invito “Non c’entriamo con la politica, non strumentalizzateci”, dissero. Le Istituzioni devono ascoltarli anche perché senza soluzioni, a gennaio la magia di San Gregorio Armeno potrebbe non esserci più per sempre distrutta dal COVID-19 ma anche dalla strafottenza dei politici.