Ospedale Sarno. Villani e Nappi: “Riconvertire in Covid Hospital”

"Se un ospedale non riesce a curare i malati e ad evitare la perdita di vite umane a cosa serve? Non lo consentiremo mai!"

Virginia Villani
Virginia Villani

La Deputata del MoVimento 5 Stelle Virginia Villani ancora una volta si rivolge ai vertici dell’Asl di Salerno e in particolare del presidio ospedaliero di Sarno sollecitando un riscontro urgente alla sua nota del giorno 11 novembre con la quale chiedeva la riconversione parziale o totale in Covid hospital o almeno il ripristino di un reparto Covid per pazienti sospetti, in modo da evitare la contaminazione del Pronto Soccorso che molto spesso comporta la chiusura dello stesso.

“In questa gravi crisi sanitaria, con il sistema ospedaliero dell’Agro nocerino in grande difficoltà, non è il momento del campanilismo, né di bieche ambizioni personali, ma quello della collaborazione e dell’azione sinergica nell’esclusivo interesse dei nostri concittadini. Da mesi, siamo vicine al personale sanitario, ricordo che fin dai primi giorni, stante le difficoltà di reperimento, abbiamo per prima distribuito dispositivi di protezione individuale soprattutto ai pronto soccorso e ai medici del 118, per questo continuiamo ad adoperarci per sostenere l’offerta sanitaria del nostro territorio.

Negli ultimi giorni ho avuto vari incontri con i vertici Asl Salerno e in particolare col Direttore sanitario del presidio di Sarno, per ribadire che considero fondamentale il ripristino del reparto Covid – dichiara la Deputata M5S – Tale reparto, già attivato durante la prima fasi della pandemia grazie ad ingenti lavori di ristrutturazione, permetteva la corretta gestione dei pazienti Covid, presentava percorsi separati, accesso unico, ascensore dedicato e personale addetto a tale reparto. Fino a 4 mesi, tale unità, era idonea e funzionante. Oggi invece il nosocomio di Sarno appare un ospedale fantasma, un grande scatolone vuoto e mal utilizzato – spiega la Deputata – L’ortopedia e la chirurgia sono state accorpate in un unico reparto, con pochissimi interventi solo in regime dì urgenza. Di conseguenza le sale operatorie sono sottoutilizzate e per lo stesso motivo risultano altrettanto sottoutilizzati gli anestesisti. Il reparto di pediatria negli ultimi mesi si è pressoché svuotato di pazienti. Il reparto di ginecologia ed ostetricia funziona a regime molto ridotto con un numero dí nascite ormai esiguo. E’ una situazione che non riesco proprio ad accettare, abbiamo uno degli ospedali più moderni e funzionali, inaugurato con grandi sacrifici solo pochi anni fa, fiore all’occhiello del nostro territorio ma per l’incapacità o addirittura la incompetenza dei suoi dirigenti sta rischiando la paralisi. Se un ospedale non riesce a curare i malati e ad evitare la perdita di vite umane a cosa serve? Non lo consentiremo mai!

A quanto pare parte dell’esiguo personale medico, dal mese di dicembre, sarà assegnato a coprire turni al pronto soccorso con prevedibili ulteriori ripercussioni sul turnover dei ricoveri. Le criticità dei reparti possono essere, almeno in gran parte, imputate alle inefficienze del pronto soccorso, la cui discutibile gestione in questi anni ha portato alle carenze di personale medico che si allontana da questa realtà ospedaliera e nonostante numerosi medici provenienti dal 118 sono stati riassegnati al Pronto soccorso molti di questi hanno rinunciato all’incarico. Attualmente il pronto soccorso attinge al personale medico e chirurgico dai reparti impedendo di svolgere le attività assistenziali a pieno regime”.

Anche la Deputata nonchè medico Silvana Nappi, di San Gennaro Vesuviano, interviene sull’attuale situazione dell’ospedale di Sarno:

“Da medico, io stessa ho riscontrato, attraverso numerose testimonianze dei miei pazienti, la difficoltà, avute in diverse occasioni, dell’accesso presso il Pronto soccorso di Sarno per interventi continui di sanificazioni o per blocchi dovuti a casi di accertamento di positività al Covid. La soluzione di riconversione del presidio in Covid Hospital o la realizzazione di un reparto Covid dedicato, da noi suggerita potrebbe scongiurare ciò che invece si sta verificando in queste settimane, ovvero la promiscuità dei pazienti in Pronto Soccorso nei reparti, dei percorsi e il contagio degli operatori e degli utenti stessi. – dichiara la Deputata Nappi.

“Sarebbe opportuno convertire parzialmente o interamente l’ospedale di Sarno in Covid Hospital per garantire ulteriori posti letto per i pazienti positivi in una riorganizzazione dell’offerta ospedaliera, come già raccomandato dalla nota dell’Unità di Crisi della Regione Campania, la numero 2798 del 26 ottobre 2020.

La riconversione dell’ospedale di Sarno in Covid hospital renderebbe il presidio ospedaliero di Nocera Inferiore, specialistico e di eccellenza, nonché Dea di I livello, un “Ospedale Covid free”, così da garantire l’assistenza in sicurezza per altre patologie. Si alleggerirebbe inoltre il peso sul Covid hospital di Scafati e sugli accessi al Pronto Soccorso di Mercato San Severino. Una riorganizzazione che potrebbe aiutare a salvare vite umane” dichiarano le due parlamentari Nappi e Villani.

Sull’organizzazione del presidio di Sarno inoltre, la Deputata Villani chiede chiarezza:

“E’ necessario rendere noti tutti i numeri relativi agli accessi al pronto soccorso, ai posti letto ed alle disponibilità dei reparti del Presidio ospedaliero Martiri di Villa Malta, i numeri sulle carenze di organico e sul personale medico indisponibile perchè contagiato da Covid19. Inoltre, sarebbe opportuno verificare quante ore a settimana l’ospedale di Sarno sia effettivamente dotato di una guida dirigenziale, ora più che mai necessaria. Infatti, il Direttore Sanitario dell’ospedale di Sarno, impegnato anche a Sapri non riesce a garantire una presenza quotidiana e costante nel presidio. spiega la Deputata M5S – Allo Stato attuale l’Ospedale di Sarno, svuotato dai pazienti, necessita di una completa riorganizzazione che renda efficiente una delle strutture più moderne della Regione. Non possiamo fare passi falsi o rischiamo di mettere in pericolo le vite degli abitanti del nostro territorio”.