Pompei. Eumachia la storia della nobildonna romana che divenne imprenditrice

Anche a porte chiuse del Parco l’Antica Pompei trasmette attraverso i social le storie dei maggiori personaggi che ne hanno caratterizzato il divenire. Il racconto virtuale della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana”, ideata e curata da Mario Torelli che sarà inaugurata al Colosseo con la sua riapertura dopo la pandemia disegna il profilo della nobildonna campana prima sposa a Pompei e, successivamente, quando rimase vedova, diventò un’imprenditrice nel settore vinicolo. La mostra è stata ideata dal grande archeologo e studioso ma anche intellettuale impegnato. La statua di Eumachia è stata prelevata dal Museo Archeologico di Napoli e collocata nella mostra all’ingresso della sezione dedicata ad Augustus Pater Patriae. Eumachia è uno dei tanti personaggi pompeiani (nobili liberti) che si sono imposti grazie alla fortuna che ebbero nei loro commerci. Vissuta in età augustea, Eumachia era figlia di un ricco produttore di vino campano che si era trasferito a Pompei pochi decenni prima. La sua famiglia era forse discendente di Eumachos, lo storico greco di Napoli. La donna sposò un membro della famiglia pompeiana dei Numistrii. Divenuta successivamente vedova subentrò nell’attività del commercio del marito, affermandosi come una delle persone più ricche ed influenti di Pompei. Fece costruire un importante edificio pubblico nel foro di Pompei, noto come “Edificio di Eumachia”, destinato al culto imperiale di Augusto. La vita di Eumachia e la sua immagine raccontano il ruolo di primo piano giocato dalle nobildonne romane sulla scena pubblica dopo la trasformazione sociale dell’età augustea.

Mario Cardone