Pompei. Non passa la delibera che abolisce i sottopassi del progetto Eav

“La comunicazione non è partecipazione”. E’ sintesi la conclusione dell’intervento nel consiglio comunale di oggi (27 novembre) del capo dell’opposizione, Domenico di Casola, che he ha pacatamente spiegato che nei fatti la maggioranza amministrativa di Pompei ha “sabotato” l’iniziativa di aprire un confronto con la città di Pompei, specialmente con le famiglie che abitano oltre “le barriere mobili” che dovrebbero essere sostituite da sottopassi. Ecco il motivo di tre anni di mobilitazioni dei comitati di protesta che hanno portato alla “formula di mediazione” inclusa nella variante approvata dal consiglio comunale due anni fa. L’ha spiegata il presidente del consiglio comunale Giuseppe La Marca (che se ne è anche proclamato padre putativo). I lavori pubblici programmati difatto sono stati suddivisi in due tronconi. Il primo prevede la sistemazione di via Crapolla, le sue adiacenze con la Casa di Riposo, il secondo riguarda via Nolana, il parcheggio tra Santuario e stazione della Circumvesuviana e la piazza. Ora secondo la “formula di mediazione La Marca” l’Ente Autonomo Volturno entro 18 mesi dall’apertura del cantiere del primo lotto dovrà decidere se eliminare la tratta Torre Annunziata – Poggiomarino dei trasporti su ferro per sostituirla col trasporto su gomma. Nel positivo il transito tra l’area Sud a quella a Nord di Pompei avverrà “a raso” vale a dire attraversando la “strada ferrata fuori servizio” altrimenti il progetto resterà fermo all’indirizzo primitivo. Vale a dire resterebbe in piedi la costruzione dei sottopassi molto avversati dai comitati istituiti appositamente per la loro abolizione. A questo punto appare evidente la contrapposizione tra due linee politiche che partono da due distinti presupposti. La minoranza sulla base delle pressioni dei comitati di quartiere “no sottopassi” pur apprezzando la potenzialità progettuale Eav di miglioramento urbanistico di Pompei non intende aprire i cantieri senza l’assicurazione che non si costruiranno sottopassi. Sul versante opposto la maggioranza si è barricata dietro “muri di gomma” producendo quella che nel corso del dibattito del consiglio comunale è stata definita “comunicazione di regime” per evitare che la “pregiudiziale sottopassi” possa compromettere (o ritardare) la fase esecutiva del progetto. Ora molti a Pompei sono convinti è proprio in circostanze del genere che si mettono alla prova carisma e forza d’interlocuzione del leader che si afferma pubblicamente “cavallo di razza” o “ronzino da carretta”. Pompei nell’ambito della rigenerazione urbanistica del territorio intorno al Parco Archeologico sta subendo progetti di ridimensionamenti di flussi diretti al Centro Moderno subire anche sul piano della sicurezza sarebbe il colmo. E’ su queste basi che si formeranno gli orientamenti politici dei prossimi anni dei pompeiani al di la di qualsiasi manovra di ingegneria politica.
Mario Cardone