Scafati. Polizia Locale: il comandante Barletta lascia l’incarico?

Scafati. Potrebbe lasciare l’incarico di comandante della Polizia Municipale il tenente Pasqualino Barletta. Arrivato con procedura di mobilità durante la gestione commissariale

Scafati Polizia Locale
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Scafati. Polizia Locale: il comandante Barletta lascia l’incarico?

Potrebbe lasciare l’incarico di comandante della Polizia Municipale il giovane tenente Pasqualino Barletta. Arrivato a Scafati con procedura di mobilità durante la gestione commissariale, il 36enne ufficiale dei caschi bianchi è stato confermato in seconda battuta dal sindaco Cristoforo Salvati che nel marzo 2020 lo ha voluto a capo del comando di via Melchiade, dopo l’addio di Giovanni Forgione.

Una lunga aspettativa.

Barletta al momento ha chiesto e ottenuto una lunga aspettativa, ma si vocifera che sia prossimo a lasciare Scafati per un nuovo incarico in altro comune campano, più piccolo e meno impegnativo di quello scafatese. Al momento il comando resta senza guida, e la scelta di un probabile successore non potrà ricadere su nessuno degli attuali vigili in servizio in quanto tutto l’organico ha il grado di maresciallo, nessun ufficiale. Non solo, essendo Barletta un dipendente a tempo indeterminato, il suo addio sarebbe l’ennesima perdita di personale che attanaglia da anni Palazzo Mayer.



Organico ridotto al minimo. L’allarme dei sindacati.

Attualmente i caschi bianchi contano su appena 33 unità, almeno un terzo rispetto a quanto prevede la normativa, e con l’anno nuovo si prevede il pensionamento di altri due vigili. “Prendiamo spunto degli ultimi accadimenti di perdita di risorse umane nel comune di Scafati, che ha reso ormai orfani anche talune figure apicali, ove ormai in forma strutturale vede l’assenza nell’area della Polizia Municipale, oltre di Ufficiali addetti al Coordinamento e Controllo, dello stesso Comandante” la denuncia di Giovanni Santonicola (segretario aziendale Cisl) e Vincenzo della Rocca (segretario provinciale Cisl Fp). “La drammatica e generalizzata carenza di personale, che in un triennio e passata da circa 300 a 120 unità lavorative, a causa del raggiungimento del limite ordinamentale e quota 100, perderà ulteriori altre 20 unità circa tale da far collassare con effetto domino tutto il sistema, generando ulteriore aggravamento sul benessere organizzativo, e in maniera principale, sui Cittadini costretti a pagare il conto dello stallo sotto forma di compressione di tutti i servizi”. Dal CSA, il segretario Angelo Rispoli sottolinea come i vigili urbani a oggi sono costretti a dotarsi di DPI contro il SarsCov2 a loro spese, come anche la sanificazione delle veicoli di ordinanza è “lasciata all’iniziativa del singolo” e in assenza di una pianificazione.

Adriano Falanga.