Scafati. Si tenta una “exit strategy” per Mario Santocchio

Scafati. Sul tavolo delle trattative anche l’ipotesi di una candidatura unitaria con possibile elezione di Mario Santocchio alle prossime elezioni provinciali

Mario Santocchio e Cristoforo Salvati
Mario Santocchio e Cristoforo Salvati

Scafati. Si tenta una “exit strategy” per Mario Santocchio.

“La logica dei ricatti non ci appartiene, né siamo pronti a subirli da parte di alcuno, titolati o non a proporli”. Rivendicano la loro posizione i firmatari della sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. “Abbiamo posto una problematica seria rispetto alla figura istituzionale del Presidente del Consiglio che a nostro avviso non viene esercitata nelle forme corrette. Non siamo alla ricerca di numeri, né di cariche, né di scambi di alcuna sorta” scrivono in una nota Daniela Ugliano, Antonella Vaccaro, Pasquale Vitiello, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte. Respingono l’accusa di giocare al rialzo, e rimettono la decisione al Consiglio Comunale, chiamato a votare la sfiducia entro i prossimi venti giorni. Occorrono almeno 13 voti, da confermare in due sedute distanti non più di 10 giorni. “In fase di discussione, in piena libertà di scienza e di coscienza, ognuno esprimerà il suo pensiero. Ci auguriamo pertanto che i consiglieri eletti dal popolo scelgano il giusto per la nostra città, scevri da logiche partitiche o puramente di convenienze politiche. Ribadiamo la nostra stima personale e professionale all’Avvocato Mario Santocchio”.

Un lavoro di mediazione.

In queste ore dietro le quinte hanno cominciato a lavorare i mediatori. Da un lato chi cerca di trovare sponda tra le forze di opposizione per il raggiungimento dei 13 voti necessari, dall’altro chi invece cerca di ricucire la tela oramai sguarnita in maggioranza. La Lega ad esempio, dopo aver sgomitato nei mesi passati per sfiduciare Peppino Fattoruso (con successo) oggi prova a placare gli animi e trovare una sintesi.

Il mutismo di Mario Santocchio.

Santocchio sceglie di non parlare, ma resta fermo nella sua posizione grazie anche al deciso sostegno del sindaco Cristoforo Salvati. “Se volete le dimissioni del Presidente dovete mettere sul tavolo quelle dei vostri assessori e dirigenti di riferimento” era stata la risposta del primo cittadino, che di fatto ha indispettito i sei dissidenti spingendoli alla sfiducia. L’ex Presidente del Cstp era stato votato a capo dell’Assise pubblica in virtù del non brillante risultato elettorale, affinché potesse avere una maggiore visibilità nella prospettiva di una sua candidatura alle elezioni regionali. Allo scopo ci fu anche il passo indietro di Alfonso Di Massa, a cui spettava di diritto nella sua qualità di consigliere anziano.

Lo sdoganamento di Mario Santocchio verso la provincia.

Sul tavolo delle trattative anche l’ipotesi di una candidatura unitaria con possibile elezione di Mario Santocchio alle prossime elezioni provinciali. Una soluzione che gli permetterebbe di conservare l’agibilità politica (e la faccia). Nessuno ne parla apertamente, ma è chiaro che in maggioranza si chiedono chi dovrebbe sostituire Santocchio. “Non voteremo a scatola chiusa” conferma il segretario della Lega Enzo Porpora. C’è chi parla di un vecchio accordo tra il sindaco e Identità Scafatese per una staffetta, a metà consiliatura, tra Santocchio e Daniela Ugliano. L’interessata però ribadisce di agire solo per interesse istituzionale. Si vedrà.
Adriano Falanga