Scafati. La crisi: Santocchio accompagnato per mano alla porta

Scafati. Accompagnare Santocchio alle dimissioni, e nel contempo aprire la discussione in maggioranza sul probabile successore, in cambio del ritiro della mozione di sfiducia

Mario Santocchio e Cristoforo Salvati
Mario Santocchio e Cristoforo Salvati

Scafati. Santocchio accompagnato per mano alla porta.

Ritirare la sfiducia per salvare la faccia di Mario Santocchio, in cambio delle sue dimissioni tra due tre mesi. Tanti quanto, sostanzialmente, ne richiederebbe la procedura per la sfiducia e l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio. E’ questa la “soluzione” che il sindaco Cristoforo Salvati ha proposto ieri mattina a Daniela Ugliano, Pasquale Vitiello, Antonella Vaccaro, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte.

L’incontro a Palazzo Meyer con il sindaco.

L’incontro si è tenuto presso la stanza del sindaco in tarda mattinata. In un primo momento il primo cittadino avrebbe voluto incontrare singolarmente i sei “sfiducianti”, ma onde evitare facili e possibili incomprensioni, il gruppo ha preferito incontrare Salvati assieme. Il clima è stato comunque tranquillo e di confronto, i sei avevano premesso, prima ancora d’iniziare la discussione, che qualsiasi proposta sarebbe stata valutata in secondo momento. Aprire una crisi adesso porterebbe a nuovi bracci di ferro e instabilità nelle votazioni in Consiglio Comunale ha osservato il sindaco, che torna così suoi passi, dopo aver chiesto le dimissioni dei loro assessori di riferimento.

Accompagnare Santocchio alla porta.

Accompagnare Santocchio alle dimissioni, e nel contempo aprire la discussione in maggioranza sul probabile successore la proposta, in cambio del ritiro della mozione di sfiducia. I sei si sono riservati di decidere, ma sembra che la soluzione sia destinata a ritornare al mittente. In questo modo si salverebbe l’agibilità politica di Santocchio, ma la figuraccia del gruppo dissidente sarebbe palese. E siccome loro insistono sulla bontà delle loro motivazioni, dettate dalla convinzione dell’inadeguatezza del Capo dell’Assise e non da ragioni politiche o peggio ancora personali, quasi certamente decideranno per un no.

Santocchio cerca nuovi alleati nella minoranza.

Voci raccontano anche di un gruppo indispettito dal comportamento di Santocchio, che starebbe sondando gli umori in minoranza, piuttosto che chiedere un incontro con i sei e aprire un confronto. Una soluzione potrebbe essere l’impegno dello stesso Presidente a rassegnare le dimissioni in un secondo momento, purché prestabilito. Ma Santocchio tira dritto.
Adriano Falanga