La forza mediatica della tragedia di Pompei

I quattro milioni e duecento mila spettatori per “Stanotte a Pompei” con Alberto Angela vince la prima serata tv. Il merito maggiore non è del conduttore della trasmissione ma di una tragedia dai risvolti avvincenti che ha dei tratti incredibili ed alimenta continuamente la scienza, la storia e la fantasia della gente perché si nutre nel tempo di notizie ed eventi che costruiscono l’incredibile puzzle del paesaggio della memoria collettiva formato dalla progressiva scoperta di una città archeologica che riemerge a tratti dalla cenere eruttiva del Vesuvio per dirci qualche cosa di nuovo o mettere in discussione qualche antica convinzione. I riscontri sui social di #StanotteaPompei ha dimostrato che storia ed archeologia possono essere anche argomento di dialogo e discussione con la moderna tecnologia comunicativa. Il viaggio virtuale nel tempo di Stanotte a Pompei con Alberto Angela – in onda ieri sera alle 21.15 su Rai1 – parte dalle ore antecedenti la catastrofe, a Pompei, nel 79 d.C., la notte prima dell’eruzione. Racconta minuto per minuto la tragedia che ha segnato per sempre la storia antica raccontando le reazioni, le emozioni, la fuga. E quello che è accaduto il giorno dopo. Si sono visti molti luoghi pubblici e privati che hanno sospeso la vita nel tempo come Pompei; Ercolano, con le sue meravigliose terme ancora intatte e i favolosi gioielli ritrovati sugli scheletri dei fuggiaschi; Stabia, Oplonti e le magnifiche ville con piscine affacciate sul golfo di Napoli. Ad accompagnare Angela ospiti illustri un testimone autorevole della tragedia che ha attraversato i secoli col filo rosso della memoria, Plinio il Giovane, che ha raccontato della morte dello zio Plinio il Vecchio e di come invece lui si sia salvato. A farne rivivere la testimonianza è stato Giancarlo Giannini. Sulla cima del Vesuvio si ribadisce il concetto che il cono vulcano si è formato proprio a causa della sua eruzione. Il paesaggio antico riportato sugli affreschi di Pompei fanno vedere una montagna diversa (il monte Somma) preesistente all’esplosione. La vita nei giorni precedenti alla catastrofe prosegue tranquilla nonostante segnali d’allarme che con le attuali conoscenze avrebbero dovuto preoccupare. Parte il racconto recitato degli intrighi della politica che ieri come oggi animano Pompei. Sono la Villa dei Misterie quella (detta) di Poppea ad Olonti che animano il resto del racconto recitato. La sua furia del Vesuvio devasta la costa è devastata la costa in poche ore. Arriva il momento di descrivere il pathos della morte che è uno degli elementi di maggiore attrazione di Pompei fermato nel tempo con geniale intuizione nei calchi in cui tante vittime sono fissate nei loro ultimi istanti di vita. Resta la meraviglia per i tesori che alcuni hanno cercato di salvare ma rimasti senza vitai tra le macerie. La riscoperta di Pompei è cominciata nel Settecento ed ha dato il via al Gran Tour e alla riscoperta di uno stile di vita che ha dato spunto ai maggiori artisti e scienziati d’Europa e di tutto il mondo- Oggigiorno Pompei è ‘la più viva delle città morte’, e come tale è stata raccontata da Alberto Angela.

Mario Cardone

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