Pagani. Bollette Consorzio di bonifica, Sessa e Calce scrivono al sindaco

Calce Sessa
Calce Sessa

Di seguito la lettera che, questa mattina, i Consiglieri Comunali Calce e Sessa hanno inviato al Sindaco affinchè “intervenga per tutelare la collettività in merito alle bollette del Consorzio di Bonifica”.

Alla c.a. Sindaco
Raffaele Maria De Prisco

PREMESSO CHE:
– Il Consorzio di Bonifica, al fine di “mantenersi in vita” e di eseguire le attività di propria competenza, ha il potere, giusto art. 5 Statuto consortile, di “imporre contributi a carico dei proprietari dei beniimmobili, sia agricoli che extragricoli, siti nel comprensorio del Consorzio e che traggonobeneficio dalle opere pubbliche di bonifica, secondo la disciplina di cui agli artt. 12 e 13 della Legge Regione Campania n.4/2003 e s.m.i”;
– sempre a termine art. 5 Statuto Consortile è disciplinato, tra l’altro, che:
a) “ i contributi imposti costituiscono oneri reali sugli immobili” e ai fini della loro determinazione (ammontare) il Consorzio “provvede alla predisposizione di un piano di classifica degli immobili rientranti nel comprensorio, che individua i benefici che essi traggono dall’attività svolta dal Consorzio, ne quantifica i rapporti, stabilendo gli indici di beneficio per ciascun immobile o
comparto immobiliare”;
b) “tutti coloro che utilizzano canali consortili come recapito di scarichi, in regola con le norme vigenti in materia di depurazione e provenienti da insediamenti di qualunque natura, sono obbligati a contribuire alle spese consortili in proporzione al beneficio ottenuto”;
c) “gli utenti tenuti all’obbligo di pagamento della tariffa dovuta per il servizio di pubblica fognatura, ai sensi della legge n.36/94, art.14, sono esentati dal pagamento del contributo di
bonifica connesso ai servizi di raccolta, collettamento, scolo ed allontanamento delle acque meteoriche, che è posto a carico dei soggetti gestori del servizio idrico integrato ai sensi del 4° comma dell’art. 13 della L.R. n. 4/2003”;
d) “iI Consorzio provvede al censimento degli scarichi nei canali consortili, per ognuno dei quali vengono predisposti gli atti di concessione, individuando il relativo canone in proporzione al
beneficio ottenuto. Le somme relative ai canoni sopraindicati sono esclusivamente utilizzate per il contenimento dei contributi consortili, addebitabili agli immobili ove insistono gli insediamenti da cui provengono i singoli scarichi”;
– in ragione di tali principi statutari e normativi (Legge Regionale) il Consorzio di Bonifica Integrale
Comprensorio Sarno ha approvato, giusta deliberazione consortile n. 386 del 10.12.1996, il Piano
di Classifica sulla scorta del quale, stante il Decreto Dirigenziale n. 42 del 14.06.2018 (regione
Campania) con il quale è stata annullata, in autotutela, la Delibera Commissariale n. 25 del
31.01.2017 di approvazione del nuovo Piano di Classifica 2017 e stante altresì l’avvenuta
bocciatura del suo aggiornamento (Piano classifica 2017) da parte del TAR Campania – Sezione
Salerno (Settembre 2019), è stato emesso “ il ruolo di contribuenza anno 2019” poi approvato e
reso esecutivo (in termini di riscossione imposta) con Deliberazione
Commissariale/determinazione dirigenziale n. 98 del 19.04.2019;
ATTESO CHE
– il territorio del Comune di Pagani ricade nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Integrale
Comprensorio Sarno ed in quanto tale gli immobili privati e pubblici (gran parte di essi) sussistenti
sul territorio comunale, per come individuati nel piano di classifica vigente ovvero Piano di
Classifica 1996, vengono sottoposti all’imposizione del “contributo consortile”;
– quindi ancora per l’anno 2019, nonché per gli anni precedenti, i predetti immobili (e quindi i
connessi proprietari/inquilini) sono stati sottoposti sic et simpliciter all’imposizione tributaria
consortile e tanto prescindendo da:
a) sussistenza della rete fognaria sull’intero territorio comunale e, quindi, dal fatto che (per norma
regionale e per disposizione statutaria dello stesso Consorzio) “gli utenti/immobili tenuti
all’obbligo di pagamento della tariffa dovuta per il servizio di pubblica fognatura, ai sensi della
legge n.36/94, art.14, sono esentati dal pagamento del contributo di bonifica connesso ai servizi
di raccolta, collettamento, scolo ed allontanamento delle acque meteoriche, che è posto a carico
dei soggetti gestori del servizio idrico integrato ai sensi del 4° comma dell’art. 13 della L.R. n.
4/2003”;
b) sussistenza della disposizione (regionale e statutaria) in virtù della quale l’imposizione
tributaria deve essere attribuita (ovvero cedere in capo) ai soli immobili/utenti che ricevono
beneficio dagli interventi manutentivi resi dal Consorzio ( Art. 5 Statuto: “ predisposizione di un
piano di classifica degli immobili rientranti nel comprensorio, che individua i benefici che essi
traggono dall’attività svolta dal Consorzio, ne quantifica i rapporti, stabilendo gli indici di
beneficio per ciascun immobile o comparto immobiliare”);
c) sussistenza della disposizione tributaria, di carattere generale e per come riferita ai contributi
consortili per le attività di bonifica, secondo la quale il contributo è dovuto “in presenza del
beneficio” e non, invece, “indipendentemente dal beneficio fondiario”;
CONSIDERATO CHE
– il modus procedendi del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno appare essere
totalmente “contra legem” allorchè determina – come ha fatto – il ruolo contribuenza 2019/2020, e per gli anni precedenti, fondandolo solo ed esclusivamente:
a) sull’automatica considerazione che “l’immobile/utenza ricade nel perimetro territoriale di
attività del Consorzio” ed in quanto tale “ricaverebbe un beneficio potenziale dalle attività del
Consorzio”;
b) sulla non considerazione che il territorio comunale di Pagani è servito da rete fognaria per cui
gli immobili/utenze in argomento sono soggetti al pagamento del “corrispettivo per scarico acque
reflue” riscosso dal soggetto gestore del Ciclo Integrato Servizio Idrico ovvero da GORI SPA;
c) sulla determinazione di un Piano di Classifica vigente (Anno 1996) che inevitabilmente non
tiene conto, in termini di riparto dei costi (per funzionamento struttura, per il personale in
organico e per interventi manutentivi e realizzativi eseguiti) che determinano il dato contabile
preso a base per determinare il ruolo contribuenza, “degli immobili/utenze” sussistenti in decine
di Comuni del comprensorio che sono rientrati nel perimetro territoriale di competenza del
Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno posteriormente al 1996 e che quindi, per tale
situazione (mancato aggiornamento del piano classifica),i sono esclusi totalmente dall’imposizione
con conseguente ribaltamento dei costi di riferimento (anche per interventi eventualmente eseguiti) sugli immobili/utenze dei soli comuni compresi nel piano di classifica alla data del 01.01.1996 (tra cui il Comune di Pagani);
d) sulla mancata definizione/determinazione di un Piano Classifica (attualizzato in termini di
territori comunali in esso ricadenti e annualmente aggiornato in termini di costi complessivi e di
dettaglio sostenuti) comprendente, da un lato, i costi fissi di funzionamento struttura e quelli
effettivamente sostenuti per “interventi manutentivi/realizzativi concretamente eseguiti” e, dall’altro lato, la dettagliata attribuzione (riparto) dei costi riferiti agli “interventi eseguiti” ai soli immobili/utenze che dagli interventi hanno tratto “un beneficio diretto”;
– il “modus procedendi” effettivo, concreto e unico prima descritto costituisce danno “grave ed
irreparabile” per gli “immobili/utenze sussistenti sul territorio del comune di Pagani in quanto le stesse (utenze) sono costrette a subire un’imposizione tributaria “indiscriminata e illegittima” determinata e quantificata, per ogni singola utenza, non “sul beneficio direttamente conseguito”
ma “ indipendentemente dal beneficio fondiario conseguito”;
– peraltro, e solo per ulteriore inciso di illegittimità operativa, il ruolo contribuenza 2019 in
argomento (nonchè quelli riferiti agli anni precedenti) è stato determinato – approvato e messo in
esecuzione, dal Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, addirittura in contrasto e
violazione con quanto stabilito dallo stesso Art. 5 dello Statuto Consortile nella parte in cui esso
(art. 5) statuisce che il Consorzio predispone un piano di classifica degli immobili rientranti nel
comprensorio che individua i benefici che essi traggono dall’attività svolta dal Consorzio, ne
quantifica i rapporti e stabilisce gli indici di beneficio per ciascun immobile o comparto
immobiliare”;
– incontestabile risulta, infatti, che il ruolo di contribuenza 2019 altro non è che una “lista di
carico” per “importo dovuto” senza alcuna indicazione, per ogni immobile individuato come
soggetto passivo imposto, degli indici di beneficio individualizzati ed individuabili”;
RILEVATO CHE
– non è revocabile in dubbio, come pacificamente statuito anche dalla Corte Costituzionale con
sentenza n. 188 del 25.09.2018, che:
a) il piano di classifica individua i «benefici diretti, indiretti e potenziali», derivanti dall’attività di
bonifica agli immobili ricadenti nel comprensorio del Consorzio, beneficio che dimensiona gli
indici di contribuenza di ciascun immobile;
b) l’unitarietà del contributo consortile imposto ( come indicato/determinato nel ruolo
contribuenza 2019 in argomento) crea autonomamente a monte un «beneficio» che condiziona nel complesso la debenza del contributo stesso e quindi anche la obbligatorietà di esso;
– è costituzionalmente ormai sancito (Sentenza Corte Costituzionale 188/2018) che il contributo
consortile in argomento è “un contributo di scopo di fonte statale” (solo) disciplinato dalla legge
regionale come tributo derivato, ma non è “un’imposta fondiaria regionale di nuovo conio che, come tributo regionale proprio, eccederebbe la competenza del legislatore regionale”;
– è altresì costituzionalmente sancito che nessuno, finanche il legislatore regionale e men che mai
un Consorzio di bonifica, “può disancorare la debenza del contributo consortile dal beneficio che
agli immobili deriva dall’attività di bonifica” e di conseguenza “assoggettare a contribuzione
consortile i consorziati per il solo fatto che l’immobile sia ricompreso nel comprensorio di
bonifica”;
– è costituzionalmente sancito, ancora e non per ultimo, il principio tributario settoriale secondo
cui l’assoggettabilità a contribuzione consortile presuppone il beneficio diretto derivato
all’immobile dall’attività di bonifica;

CONSIDERATO CHE
Il Consorzio di Bonifica, inoltre, in spregio alle regole dell’ordinamento che disciplinano le riscossioni dei tributi consortili, chiede oltre cinque euro per ogni notifica di bolletta ordinaria riferita ai contributi consortili e pretende, in caso di recupero coattivo di irrisorie somme non pagate, un importo a suo favore che è addirittura superiore a quello evaso.

TENUTO CONTO CHE
– il Comune di Pagani, per le ragioni esplicitate ed a tutela dei propri diritti (in quanto proprietario
di immobili soggetti ad imposizione tributaria consortile) e di quelli dei cittadini residenti, ha l’obbligo di esplicare ogni azione utile possibile, anche di natura giudiziaria, finalizzata a far cessare “un modus procedendi”, da parte del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno,
che appare/risulta essere illegittimo, contra legem, violativo delle stesse disposizioni statutarie dell’organo impositivo, non rispettoso delle disposizioni costituzionali sancite

si chiede alla SV di intraprendere tutte le azioni a difesa degli utenti paganesi e di verificare cosa è stato fatto, dagli uffici competenti, dopo l’approvazione della delibera di giunta n.171 dell’11.11.2019 avente ad oggetto “Consorzio di Bonifica Comprensorio Sarno.Contributi Consortili. Provvedimenti”

I Consiglieri Comunali
Vincenzo Calce
Anna Rosa Sessa