Pompei. In consiglio comunale Lo Sapio incassa l’astensione della minoranza

Carmine Lo Sapio incassa oggi (29 dicembre 2020) l’astensione della minoranza nell’ultimo consiglio comunale del 20121. Di Casola e compagni anche se l’anno sottolineato hanno certamente apprezzato alcuni copia-incolla del programma amministrativo varato della giunta amministrativa, sostenuta da una coalizione civica di difficile collocazione politica (riguardo al colore). Alla fine il sindaco di Pompei sta( almeno per il momento) convincendo l’opinione pubblica per il suo attivismo (sempre seguito dal presidente La Marca) riguardo all’emergenza giornaliera (copertura delle buche stradali, pulizie straordinarie delle strade, manutenzione del verde e, recentemente, rifacimento del manto d’asfalto in via Nolana) abbinato all’attenzione (tutta politica) nel recepire i suggerimenti della minoranza e dell’opinione pubblica come nel caso dell’azzeramento delle spese delle luminarie natalizie e l’utilizzo dei soldi risparmiati per la copertura d’asfalto dell’arteria più importante di Pompei che collega al comprensorio vesuviano e per il sostegno economico delle famiglie meno abbienti di Pompei. Lo Sapio ha anche recuperato su posizioni arroganti (sua e specialmente del presidente del consiglio comunale) tenute nei rapporti con il comitato “No sottopassi” e il Forum dei giovani. Nello specifico è stato recuperato il rapporto col Forum, promettendo ai ragazzi la restituzione della sede di Casale Piscitelli. Proprio su questo argomento è stato aperto oggi il più serrato dibattito (con alcune note polemiche) che ha presentato tre figure di giovani (impegnati in politica). Insieme a Caccuri (consigliere comunale di opposizione di Pompei Viva) da una parte, sono intervenuti sul versante contrario il consigliere comunale Marino Veglia e l’assessore Michele Troianiello (entrambi della lista civica Rinascita Pompei) e anche in questo caso è toccato a Lo Sapio sedare gli animi con soluzioni concrete al problema anche se non ha potuto spiegare l’arbitrarietà della sua decretazione a riguardo. Alla fine appare chiaro l’intenzione del primo cittadino, dotato di un’esperienza almeno trentennale nella politica amministrativa pompeiana (con cambi di casacche, ruoli e colori politici) di mantenere un rapporto d’ascolto e moderazione con la società civile e specialmente le sue componenti più attive nell’aspettativa di non essere ostacolato nella gestione della trasformazione urbanistica di Pompei, che dovrebbe nascere sulla base di progetti governativi (RFI) e regionale (EAV) mentre la programmazione locale che riguarda la creazione del Palazzo della Legalità nell’edificio fatiscente dell’ex Pretura di Pompei (come ha spiegato efficacemente il presidente de Luca) manca di finanziamento. Non è mancato neanche il giallo della consigliera De Angelis che al momento di leggere in consiglio un’interpellanza rivolta al suo assessore ha fatto notare la sua assenza vanificando l’iniziativa. Tattica politica? Orientata verso quali obiettivi: miglioramento del progetto EAV o altro? Farebbero bene a chiarire. Mario Cardone