Pompei. Proseguono il litigi tra il Forum dei giovani e l’Amministrazione Lo Sapio

“Il Forum dei Giovani sono la principale forma istituzionale di partecipazione dei giovani alla vita pubblica locale. Ciò non esclude altre forme spontanee, non istituzionalizzate”. Recita l’articolo istitutivo della rappresentanza giovanile organizzata in forma democratica nei Comuni della Regione Campania. Sta a dire che il Forum dei giovani di Pompei non è ospite del Comune ma sta a casa sua nei locali dell’Ente comunale perché ha diritto di usufruirne alla pari degli altri organismi istituzionali (consiglio comunale, giunta, commissioni consiliari ecc.). Se il rispetto di questi diritti viene a mancare l’Organismo di rappresentanza dei giovani di Pompei potrà rivolgersi al Prefetto e (se del caso) alla magistratura. Pertanto nella controversia sull’assegnazione di un locale di Casale Piscitelli (già decretato precedentemente al Forum dei Giovani per la loro attività istituzionale) alla Croce Rossa Italiana (in via provvisoria per il servizio domiciliare a favore delle famiglie colpite da Corona Virus) dovrebbe essere risolta nelle forme di trasparenza e correttezza istituzionale. Al contrario un comunicato del presidente del Forum dei Giovani di Pompei (Federico Santilli) parla (dopo il recente “sgarbo” in consiglio comunale) di “mortificanti dichiarazioni in cui i giovani del Forum sarebbero accusati di strumentalizzazioni politiche e considerati bugiardi”. Ora questo stato di cose potrebbe essere superato facilmente convocando a Palazzo De Fusco l’organismo di direzione del Forum di Pompei per concordare civilmente la soluzione adeguata al problema della sede istituzionale). Altra questione riguarda gli “apprezzamenti” che vengono forniti nelle interviste con cui si commentano in forma “paternalistica” le iniziative dei giovani a Pompei che sarebbero “apprezzabili” quando servono a consegnare le pizze a domicilio delle famiglie di Pompei e “manipolatorie” quando intralciano manovre di Palazzo. Il Forum dei giovani è stato giustamente creato per formare le giovani leve all’esercizio del potere democratico che a Pompei come altrove non può essere riservato ai figli dei “soliti noti” per cui risulta del tutto naturale che un giovane possa accedere alla politica grazie al sostegno dell’ambito di provenienza e destini a quell’ambito i suoi primi interessamenti e bene fanno i suoi amici a riconoscergliene merito.
Mario Cardone