Scafati. Santocchio alle corde si affida al TAR. Rischio decadenza?

Scafati. Sfiducia: Cristoforo Salvati tenta di ricucire, i sei dissidenti smorzano i toni, ma Santocchio rompe i patti

Mario Santocchio
Mario Santocchio

Scafati. Santocchio alle corde si affida al TAR. Rischio decadenza?

Il giorno dopo la sfiducia, Cristoforo Salvati tenta di ricucire, i sei dissidenti smorzano i toni, ma Santocchio rompe. E’ deciso ad andare fino in fondo l’oramai ex Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Nessun passo indietro o tentativo di aprire un confronto con chi ha promosso e concretizzato la sua sfiducia. Ricorrerà contro la delibera, impugnandola davanti al Tar.

Ricorso e rischio decadenza per Santocchio.

Una decisione che potrebbe anche esporlo al rischio decadenza da consigliere comunale, salvo diverse interpretazioni della segretaria comunale Giovanna Imparato. Santocchio nella forma si ritroverà sullo stesso piano di Giuseppe Sarconio, consigliere del M5S verso il quale si è aperta la procedura per la sua incompatibilità, dopo che lo stesso ha promosso ricorso contro una delibera consiliare. Nel caso specifico, Sarconio ha sottoscritto un ricorso promosso da un comitato di residenti di via Nuova San Marzano, contro la delibera consiliare che aveva concesso un ampliamento di circa 50mila mq all’industria conserviera La Regina. Non è del tutto chiaro però il perché un eventuale ricorso di Santocchio sia nella sostanza altra cosa rispetto a quello del collega dell’opposizione.

Crisi in maggioranza e possibile sfiducia a Salvati.

Sul piano politico però la sua decisione segna l’ennesima frattura con il gruppo dei sei consiglieri di maggioranza che lo hanno voluto giù dallo scranno di Capo dell’Assise, oltre a mettere in difficoltà lo stesso primo cittadino, chiamato invece a ricucire lo strappo, evitando l’inciucio con la minoranza e proseguire la consiliatura fino a naturale scadenza. “Ribadiamo, come abbiamo sempre sostenuto in tutte le sedi istituzionali e non, che non è assolutamente messa in discussione la nostra appartenenza alla maggioranza, né tanto meno la fiducia al Sindaco Cristoforo Salvati” scrivono in una nota, incassata la “vittoria” in Consiglio Comunale, i promotori Daniela Ugliano, Antonella Vaccaro, Pasquale Vitiello, Anna Conte, Camillo Auricchio, Paolo Attianese.

Sfiducia dettata dalle scelte sbagliate di Santocchio.

“La sfiducia al Presidente è la piena presa di coscienza della gestione sbagliata dei lavori consiliari. Siamo sereni, sapendo che ci ha mosso solo la ricerca di un più corretto rapporto istituzionale tra maggioranza e opposizione – continuano – Comprendiamo anche i diversi punti di vista manifestati in consiglio comunale da parte dei colleghi di maggioranza, ma far finta di nulla, non ci appartiene. A tal proposito ci auspichiamo un sano confronto costruttivo all’interno della nostra maggioranza e rinnoviamo al sindaco la disponibilità a portare insieme avanti l’azione amministrativa”. Una mano tesa che ha già raccolto la disponibilità del sindaco. Sarà però difficile ricucire lo strappo, sia per l’ostinata scelta di Santocchio di non cedere, perché convinto del “ricatto politico”, sia per le pesanti accuse intercorse tra gli stessi esponenti di maggioranza. Risuonano ancora quelle pronunciate dal leghista Giovanni Bottone e dal capogruppo FdI Luca Maranca. A tenere banco anche il pesante scambio tra Camillo Auricchio e lo stesso Santocchio, relativo al lavoro dell’assessore al Contenzioso Grazia Ranucci.

Adriano Falanga