Angri. Strada RFI pertinenze e toponomastica da decidere

Angri. La nuova strada di collegamento tra Corso Vittorio Emanuele e Via Nazionale al centro dell’attenzione. Potrebbe presto essere intitolata ad un cittadino illustre

Angri Strada RFI
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Angri. Strada RFI pertinenze e toponomastica da decidere.

La nuova strada di collegamento tra Corso Vittorio Emanuele e Via Nazionale torna al centro dell’attenzione. Potrebbe presto essere intitolata ad un cittadino illustre il tratto con annesso sottopasso, ancora in comproprietà tra la Rete Ferroviaria Italiana e il Comune di Angri che ha formalmente preso in consegna la strada gestendone soltanto la manutenzione ordinaria. Una consegna avvenuta il 14 giugno del 2018, con il taglio del nastro e la conseguente apertura del tratto (clicca qui per vedere il VIDEO del taglio del nastro).

Pertinenza della strada ancora in discussione.

La strada è ancora al centro di molte osservazioni tecniche avanzate dai tecnici dell’ente di Piazza Crocifisso. Già dal suo primo anno di vita tra allagamenti e problemi di natura infrastrutturali di stretta pertinenza del gestore della rete la strada resta ancora “sospesa” tra i due soggetti coinvolti nel più ampio progetto per l’eliminazione dei sottopassi lungo la rete ferroviaria metropolitana.

La competenza della rete ferroviaria.

La Rete Ferroviaria Italiana, quanto confermato dai tecnici comunali, avrà ancora competenza per un decennio sugli interventi straordinari alla manutenzione delle infrastrutture persistenti lungo la tratta di collegamento, mentre la manutenzione ordinaria sovrastrutturale sarà di stretta competenza del comune che attende la definitiva consegna.

Una strada da intitolare a un cittadino esemplare.

Nel frattempo nel ridisegno della toponomastica cittadina si potrebbe immaginare l’intitolazione del tratto che costeggia anche la nuova vicina area mercatale dell’ex scalo ferroviario, un’altra zona alquanto discussa che ancora non è stata funzionalmente attrezzata per potere accogliere il mercato settimanale, fermo ancora al palo anche in virtù dei vari DCPM anti COVID che ne stanno limitando il complessivo esercizio.
Aldo Severino

Agro24Spot