Scafati. E’ bufera sulle cartelle pazze, la polemica continua

Scafati. E’ bufera sulle cartelle pazze, la polemica non si arresta e finisce con l’investire, indirettamente, la società di riscossione che ha inviato gli avvisi

Scafati Cartelle Pazze
Scafati Cartelle Pazze

Scafati. E’ bufera sulle cartelle pazze, la polemica continua.

E’ bufera sulle cartelle pazze, la polemica non si arresta e finisce con l’investire, indirettamente, la società di riscossione che ha inviato gli avvisi di accertamento. Cartelle relative a tributi non pagati o parzialmente pagati, dell’anno 2015. L’Ufficio Fiscalità Locale ha infatti affidato alla Advanced System di Casalnuovo la riscossione delle imposte che dal 1 gennaio, se non notificate, sarebbero andate prescritte. Ma non è chiaro ne l’importo totale dei ruoli in scadenza, e neanche le somme dovute alla società, oltre al numero e tipologia delle cartelle emesse. Sono giorni che la commissione bilancio cerca di vederci chiaro, convocando sia l’attuale dirigente Maddalena Di Somma, sia l’assessore al Bilancio Nunzia di Lallo. Un affidamento diretto deciso interamente in seno all’ufficio Fiscalità Locale, così come ha confermato l’assessore.

La dichiarazione di Nunzia di Lallo. L’opinione di Michele Grimaldi.

“Probabilmente i dati trasmessi non erano stati opportunamente bonificati” spiegava la Di Lallo. Fatto sta che risultano essere centinaia le cartelle pazze, e nella precarietà dell’ufficio tributi, risulta ancora più difficile per il cittadino avere risposte.

“Personale esiguo e non in grado di emettere gli avvisi, il rischio di perdere milioni di euro di tributi relativi al 2015 (parte integrante del bilancio dell’Ente) e il conseguente ricorso a una società esterna, la Advanced Systems – così Michele Grimaldi – Qui, si apre una ulteriore doppia falla: procedure di affidamento multiple e confuse, per un importo che alla fine supera i 100mila euro; e avvisi di accertamento impropri o errati recapitati ai cittadini scafatesi. Occorre dunque da una parte accertare le responsabilità per quello che è successo: la Geset ha fornito la banca dati esatta? Che contratto c’è tra il Comune e la società Advance Systems? Ci sono clausole che tutelano il Comune e le sue casse? E dall’altra trovare soluzione urgenti: quella prospettata al momento dal Comune, e cioè il ricorso all’autotutela da parte dei cittadini, appare insufficiente e vessatoria”. Anche perché in assenza di riscontro entro 60 giorni, il cittadino perde la facoltà di ricorrere in Commissione Tributaria, col rischio di vedere l’importo iscritto a ruolo.

La proposta di Sarconio.

“Onde evitare file e contenziosi con danni erariali per l’Ente, la soluzione non può essere altra che un’ordinanza sindacale che sospenda il termine dei 60 giorni” la proposta di Giuseppe Sarconio. Vertice a Palazzo Mayer tra il primo cittadino Cristoforo Salvati, l’assessore Di Lallo e i vertici della società di Casalnuovo. Lunedi sarà la volta dei commercialisti, consulenti e avvocati esperti in diritto tributario.

Salvati. “Procederemo in tempi brevi per riscontrare tutte le istanze”.

“Procederemo in tempi brevi per riscontrare tutte le istanze prodotte in autotutela dai cittadini per la rettifica o l’annullamento dei presunti avvisi errati – così Salvati – Se sono stati commessi degli errori, vanno sanati, a tutela dei contribuenti. Fortunatamente i presunti avvisi oggetto di contestazione rappresentano solo un’esigua percentuale degli oltre seimila inviati nell’ambito di una massiccia azione di recupero delle somme dovute dai contribuenti morosi avviata da questa Amministrazione”.
Adriano Falanga