Scafati. Nasce la società consortile “Comunità Sensibile”

Si chiamerà “Comunità Sensibile” il costituendo consorzio che di fatto sostituirà il Piano D’Ambito S1-02, rilevando la gestione delle politiche sociali

Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium
Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium

Scafati. Nasce la società consortile “Comunità Sensibile”.

Si chiamerà “Comunità Sensibile” il costituendo consorzio che di fatto sostituirà il Piano D’Ambito S1-02, rilevando la gestione delle politiche sociali. L’azienda consortile vede tra i soci convenzionati i quattro comuni dell’attuale Ente d’Ambito: Scafati, Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara. Il coordinamento ha già approvato lo Statuto e la Convenzione, ma per la regolare costituzione c’è adesso bisogno della ratifica dei rispettivi consigli comunali.

Ecco la struttura del Consorzio.

Senza dubbio la principale novità del Consorzio è la sua autonoma natura giuridica, la quale permette di assolvere il Comune capofila dalla rappresentanza legale, oltre che non gravare sul suo bilancio. A spingere per la costituzione dell’azienda consortile fu la Commissione Straordinaria, quando si rese conto che il disciolto vecchio piano di zona che riuniva in convenzione ben 11 comuni dell’Agro, aveva lasciato sul bilancio scafatese debiti oggi arrivati a circa 6 milioni di euro. Una somma enorme, nella quale la città di Scafati è debitrice per circa mezzo milione di euro. E’ ad oggi in corso una causa legale intentata dall’Ente scafatese per il recupero delle quote non versate dai vecchi soci, tra cui anche parte degli attuali con i quali sta costituendo l’azienda consortile.

La sede ad Angri.

La sede sarà ospitata in locali messi a disposizione gratuitamente dal comune di Angri. Si parte con una quota capitale pari a 10mila euro per ciascun comune, senza considerare il peso e l’incidenza demografica. Gli organi consortili saranno, oltre l’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione composto da presidente e due componenti, il direttore generale e il revisore dei conti. Al CDA verrà riconosciuto un gettone di presenza successivamente quantificato, durerà in carica tre anni. A differenza della prima bozza di statuto in precedente osteggiata e cestinata dai comuni più piccoli, sia Scafati (che sarà capofila e avrà la responsabilità amministrativa) che Corbara, avranno pari valore di voto. Uno vale uno, nonostante i quasi 51mila abitanti di Scafati rispetto ai 2500 di Corbara. La scelta di costituire un cda a soli tre componenti, e non ad almeno cinque compreso il presidente, rischia di compromettere gli equilibri politici, secondo il consigliere di minoranza Giuseppe Sarconio.

I dubbi di Sarconio.

“Ci ritroveremo con una classe politica che già stenta a difendere gli interessi nella nostra città, all’interno della stessa maggioranza, figuriamoci in un settore nevralgico e fondamentale come quello dei servizi sociali, discutendo con altri 3 comuni”. Secondo l’esponente di opposizione Scafati non riuscirebbe ad orientare l’indirizzo politico, e la gestione del consorzio potrebbe trascinarsi in un perenne braccio di ferro. “Scafati non vale quanto gli altri comuni e nel CdA come minimo dovevamo avere il presidente e un membro su cinque posizioni – continua Sarconio – non possiamo assumerci tutti gli oneri, parificando però gli onori. Bisogna tenere conto del peso demografico, e non della quota capitale”.
Adriano Falanga