Scafati. Crisi politica, chiesta la testa di Ranucci

Scafati. Lega e Fdi in una nota protocollata al primo cittadino hanno chiesto la “testa” dell’assessore Grazia Ranucci

Scafati Consiglio Comunale
Scafati Consiglio Comunale

Scafati. Crisi politica, chiesta la testa di Ranucci.

Sarà sfida a tre per la Presidenza del Consiglio Comunale. Daniela Ugliano ha confermato al sindaco Cristoforo Salvati la sua intenzione di voler tenere fede all’impegno sottoscritto a inizio consiliatura con la sua lista Identità Scafatese. Un impegno che prevedeva la staffetta Santocchio-Ugliano a metà mandato. Conferma la sua candidatura anche Pasquale Vitiello, mentre al primo cittadino Fratelli D’Italia, ha rivendicato di volere la prima poltrona consiliare in quanto partito più votato. Non solo, è all’interno di Fdi il ruolo di consigliere anziano, che in assenza di Presidente eletto, lo sostituisce alla guida dell’Assise cittadina. Un ruolo che detiene Mario Santocchio dopo che gli fu ceduto dal legittimato Alfonso Di Massa. Siccome però la figura di Mario Santocchio è oramai destituita perché sfiduciata, Fdi ha proposto la candidatura del giovane capogruppo Luca Maranca.

La rimozione dell’assessore Ranucci: una richiesta indiretta.

Una decisione che tiene viva la frattura, e allontana sempre di più l’unità di maggioranza. Non solo, Lega e Fdi in una nota protocollata al primo cittadino hanno chiesto la “testa” dell’assessore Grazia Ranucci. Non lo hanno fatto in maniera diretta, ma attraverso la richiesta a Salvati di comporre un esecutivo di natura esclusivamente politica. “Persone con un forte legame territoriale e premiate dalla campagna elettorale”, si legge nel documento, che è stato sottoscritto dai consiglieri Fdi Luca Maranca, Emilio Cirillo e Giovanna Cavallaro, con il civico Nicola Cascone e i leghisti Giovanni Bottone e Laura Semplice. Sullo sfondo però si tratta semplicemente di una guerra intestina a Fdi, perché l’avvocato Ranucci, assessore al Contenzioso e Partecipate, è espressione di Paolo Attianese e Camillo Auricchio, eletti in Fdi ma dichiaratisi indipendenti.

Il distinguo.

Un giochino a cui si sono sottratti Antonio Carotenuto e Ida Brancaccio. Quest’ultima avrebbe anzi contestato ai suoi colleghi il continuo ricorrere a lettere e letterine, senza passare per il confronto in maggioranza. E’ il motivo per cui non ha votato la sfiducia a Santocchio: “Dovevamo discuterne in maggioranza, senza arrivare alla mozione” dichiarò al momento del voto. E le stesse parole le ha ribadite anche ai colleghi. “Basta lettere e letterine, è necessario discuterne in maggioranza, e arrivare in Aula con un nome condiviso. Per me va bene chiunque, purché sia sintesi dell’unità di maggioranza. Altrimenti mi asterrò dal votare. Ma sono sicura che il sindaco saprà fare la giusta sintesi e trovare la quadra”.

In aula il 20 ci saranno maggiori chiarimenti.

Si torna in Consiglio mercoledì 20 gennaio. Qui è prevista la prima votazione per il nuovo Presidente, saranno necessari almeno 17 voti, fino alla terza votazione in una terza seduta, dove lo Statuto prevede la sola maggioranza di 13 consiglieri. All’ordine del giorno anche la contestazione d’incompatibilità per Giuseppe Sarconio, reo di aver sottoscritto con u comitato di cittadini il ricorso al Tar contro la delibera consiliare che ha concesso un ampliamento di 50mila mq all’industria La Regina.
Adriano Falanga