Scafati. Certificazioni false. Cittadini chiedono decadenza amministratori.

Decadenza per i venti amministratori condannati per le false certificazioni. E’ quanto chiedono sei cittadini scafatesi al Prefetto di Salerno

Scafati comune
Scafati comune

Scafati. Certificazioni false. Cittadini chiedono decadenza degli amministratori.

Decadenza per i venti amministratori condannati per le false certificazioni. E’ quanto chiedono sei cittadini scafatesi al Prefetto di Salerno Francesco Russo, al Ministero Degli Interni e alla segretaria comunale Giovanna Imparato. L’esposto è stato presentato il 20 gennaio e protocollato a Palazzo Mayer ieri mattina. Tra i firmatari volti non del tutto sconosciuti alla politica cittadina, e notoriamente vicini all’ex sindaco Pasquale Aliberti. C’è Carlo Marchesano e Antonio Vitiello, già candidati con la coalizione che ha sostenuto Antonio Fogliame, c’è anche Andrea Granata, ex consigliere comunale in maggioranza Aliberti e successivamente presidente dell’istituzione Scafati Solidale. Un incarico dal quale fu rimosso grazie all’intervento dell’ANAC.

L’esposto di Aliberti.

Del resto il filone giudiziario che ha visto condannati a due mesi di reclusione, convertiti in sanzione pecuniaria da oltre 2mila euro i 20 amministratori scafatesi, nasce proprio da un esposto di Pasquale Aliberti nel quale veniva segnalata la necessità di verificare le autocertificazioni prodotte dagli interessati in sede di convalida dell’elezione. In tali atti veniva sottoscritta l’assenza di debiti e/o liti pendenti verso l’Ente. Dal riscontro con i dati trasmessi dall’ex società di riscossione tributi Geset emersero invece pendenze. Il decreto penale di condanna è stato notificato pochi giorni fa, seppur risale al 1 giugno 2020. “Gli interessati venivano imputati e condannati per il delitto previsto e punito dall’articolo 483 cp, perché attestavano falsamente nella dichiarazione d’insussistenza di cause ostative all’assunzione della carica di consigliere comunale, di non trovarsi nella causa d’incompatibilità” si legge nell’esposto.

Cucurachi.

Solo Marco Cucurachi, pur di sostenere la bontà delle sue ragioni, si dimise dalla carica mentre i restanti avevano provveduto a estinguere il dovuto, evitando così la procedura d’incompatibilità, ma non fermando il procedimento giudiziario comunque avviato. “E’ di solare evidenza, anche per la particolare gravità delle dichiarazioni mendaci e del contesto in cui esse sono state rese, la sussistenza dei presupposti d’incompatibilità” continuano i sei ricorrenti. Per tali motivi chiedono la declaratoria di decadenza. Oltre al sindaco Cristoforo Salvati, condannati i consiglieri comunali di maggioranza: Paolo Attianese, Camillo Auricchio, Giovanni Bottone, Ida Brancaccio, Nicola Cascone, Antonella Vaccaro, Pasquale Vitiello, gli attuali assessori Nunzia Di Lallo, Alfonso Di Massa, Serena Porpora, Arcangelo Sicignano, Raffaele Sicignano. Per la minoranza c’è tutto il gruppo Insieme per Scafati: Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto, Michelangelo Ambrunzo e Michele Russo e gli ex assessori Peppino Fattoruso, e Alfonso Fantasia. Tutti hanno promesso di presentare ricorso, considerato che in gran parte dei casi i debiti non erano di natura certi, liquidi ed esigibili, mancando la messa in mora.
Adriano Falanga