Scafati. Dubbi sullo statuto della consortile “Città Sensibile”

Maggioranza e opposizione d’accordo, lo statuto del costituendo consorzio “Comunità Sensibile” non tutela e salvaguarda il Comune di Scafati

Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium
Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium

Scafati. Dubbi sullo statuto della consortile “Città Sensibile”.

Maggioranza e opposizione d’accordo, lo statuto del costituendo consorzio “Comunità Sensibile” non tutela e salvaguarda il Comune di Scafati. Necessaria una revisione che tenga conto della densità demografica e delle “responsabilità” in capo all’Ente capofila, appunto il Comune di Scafati. Una linea politica condivisa in toto dalla commissione Politiche Sociali, presieduta da Laura Semplice e composta da Ida Brancaccio, Antonio Carotenuto, Paolo Attianese per la maggioranza e Alfonso Carotenuto, Teresa Formisano e Michele Grimaldi per la minoranza.

Equilibri da rispettare.

“L’equilibrio dei soci è garantito dalla pari dignità degli stessi” ha riferito in commissione l’assessore Raffaele Sicignano. La decisione però non convince i consiglieri scafatesi, l’uno vale uno non può essere espressione di equità, in quanto Scafati da sola rappresenta un bacino demografico pari, se non oltre, ai restanti tre soci messi assieme. Secondo la commissione consiliare lo statuto va modificato prima di arrivare in Consiglio Comunale per la sua approvazione, in uno con la convenzione.

Il verbale.

“La maggioranza dei soci componenti il futuro CDA non è in grado di garantire scelte equilibrate, potendo verificarsi delle cordate a discapito del comune di Scafati” si legge nel verbale del 14 gennaio. Una posizione del resto confermata anche dal consulente del PDZ Porfidio Monda. Secondo gli accordi politici, Scafati ha facoltà di nominare il direttore generale, che dovrebbe essere l’attuale dirigente e coordinatrice del Piano Anna Sorrentino. La professionista in forza da anni a Palazzo Mayer è però prossima alla pensione, e non avendo Scafati “peso politico” nella costituzione del CDA consortile, i consiglieri comunali temono una sua esclusione da nomine future. Viene richiesto pertanto di approvare in Assise anche un regolamento che disciplini le caratteristiche dei componenti il CDA. Vale a dire, in sintesi, che Scafati dovrebbe esprimere sia il direttore che il presidente del CDA.

Uno vale uno.

Insomma, l’uno vale uno può piacere al Comune di Corbara con i suoi scarsi 3mila abitanti, ma non a Scafati che da solo ne rappresenta oltre 55mila. Principale novità del Consorzio è la sua autonoma natura giuridica, la quale permette di assolvere il Comune capofila dalla rappresentanza legale, oltre che non gravare sul suo bilancio. A spingere per la costituzione dell’azienda consortile fu la Commissione Straordinaria, quando accertò che il disciolto vecchio piano di zona che riuniva in convenzione ben 11 comuni dell’Agro, aveva lasciato sul bilancio scafatese debiti oggi arrivati a circa sei milioni di euro. Una somma enorme, nella quale la città di Scafati era debitrice di solo mezzo milione di euro. E’ a oggi in corso una causa legale intentata dall’Ente scafatese per il recupero delle quote non versate dai vecchi soci, tra cui anche parte degli attuali con i quali sta costituendo l’azienda consortile. Gli organi consortili saranno, oltre l’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione composto da presidente e due componenti, il direttore generale e il revisore dei conti.
Adriano Falanga