Ma la befana un giorno tornerà a volare libera…

Questa di oggi, in chiave cristiana, è una particolare Epifania, una manifestazione, una necessaria venuta di speranza. Il fronte di questa inaspettata guerra sembra sia stato violato, c’è la speranza

Angri la Befana
Angri la Befana

Ma la befana un giorno tornerà a volare libera…

Dolciumi di fine festività per i più piccini. Le calzette della befana sono sempre piene di dolci propositi, servono anche come mieloso portento per la parte terminale delle feste natalizie che quest’anno dopo decenni che si ricordano sono stati giorni normali con pranzi eccezionali ma ristretti di parenti e amici. Fuori imperversa ancora il virus del SARS-CoV-2, questa pare sia la sua esatta classificazione medico e scientifica. Nemico aereo e microscopico, capace di sovvertire qualunque ordine mondiale, destabilizzare le economie degli stati, le vite e imprigionarci in un senso di libertà circoscritta.

Una difficile convivenza.

La nostra convivenza con il virus risulta difficile da accettare e incide in maniera pesante anche sulla vita quotidiana. La befana quest’anno non passerà sulla carrozza con il suo amico di sempre babbo natale. La sua celebrazione di festa orizzontale, anche se volatile non si percepirà per le strade della provincia. Un silenzio surreale si avvertirà tra poco anche per le strade di Angri, senza la band folk per eccellenza degli “O’ Revotapopolo”. Il gruppo, per la cronaca, è stato comunque presente, con sensibilità, come ogni anno dedito a opere benefiche e doni a favore dei più piccini.

La befana, come gran parte degli aeromobili da mesi fermi negli hangar, non volerà per i suddetti motivi e ai bambini resta soltanto la tristezza di non potere esercitare uno dei loro pochi diritti materiali ancora vigenti: raccogliere le caramelle lanciate dalla carrozza e c’è da giurare che si sentirà la mancanza dei tanti strumenti rudimentali e tipici della banda, i sonori e artistici “ready made” in declinazione angrese. Via Risi oggi alle 14.00 resta chiusa per malinconia.

Mancano riti e tradizioni.

Da mesi ci stiamo privando delle tradizioni e dei riti che alimentano le nostre comunità. Si guarda diffidenti ai bollettini epidemiologici giornalieri, alle curve e agli indici di contagio. Dobbiamo cercare necessariamente di ritornare a mettere ordine nelle cose e nei valori ricominciando a vivere. Questa guerra virale ha già prodotto troppi deportati nei nuovi campi di concentramento, oggi i materializzati Covid Hospital, mietendo caduti e lutti impensabili, difficili da elaborare.

Ma c’è una speranza in questa Epifania.

In questi giorni di pioggia eccezionale raggi di sole hanno squarciato il cielo grigio con i colori dell’iride proprio mente varcavano i confini, come un nuovo sbarco alleato, anche i vaccini e fosse quasi un segno. Questa di oggi, in chiave cristiana, è una particolare Epifania, una manifestazione, una necessaria venuta di speranza. Il fronte di questa inaspettata guerra sembra sia stato violato, c’è la speranza di essere liberati e ritornare, con gradualità, a percorrere le nostre “quante strade” con una maggiore consapevolezza di rispetto per uomini e cose, preservando le nostre radici avendo una cura più responsabile della terra Gaia.

Luciano Verdoliva