Frana ad Amalfi. Legambiente: “Serve cambio politiche”

In Campania 60 eventi estremi, tra cui 23 danni da trombe d’aria, 14 allagamenti da piogge intense, 16 episodi di danni consistenti a infrastrutture o al patrimonio storico a causa del maltempo, 5 esondazioni fluviali e 2 frane.

“​Piove fango sulla Campania. E non possiamo sempre pensare al destino cinico e baro. La frana di Amalfi come quelle nel Cilento​ sono la dimostrazione che serve un cambio delle politiche di fronte a fenomeni di questa portata. L’Italia è oggi l’unico grande Paese europeo senza un piano di adattamento al clima, per cui continuiamo a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione. Senza dimenticare che il​ cambiamento climatico ed il​ dissesto​ idrogeologico​ sono due facce della stessa medaglia. In Italia dal 1999 al 2019​ sono stati 6.303 gli interventi avviati per mitigare il rischio​ idrogeologico​ per un totale di poco meno di 6,6 miliardi di euro. La​ Campania è tra le regioni​ che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti, ben 486 milioni di euro​ per 381 interventi ma nonostante ciò​ si conferma una regione dai piedi di argilla.​ È evidente-​ conclude Mariateresa Imparato-​ che​ qualsiasi pianificazione territoriale dovrebbe tenere in forte considerazione la componente climatica, che amplifica eventi naturali quali​ frane e alluvioni e si somma a una serie di fattori come consumo di suolo, impermeabilizzazione, espansione urbanistica, erosione costiera, conservazione delle aree naturali: tutti elementi che devono necessariamente rientrare in una logica di programmazione efficace.​ Da fare bene e subito.”

La Campania​ come rileva​ l’Osservatorio Città Clima​ di Legambiente​ dal 2010 a fine ottobre 2020​ ha registrato​ 60 eventi estremi( ben il 55% registrati negli anni 2015, 2018 e 2019) tra cui​ 23 danni da trombe​ d’aria,​ 14 allagamenti da piogge intense,​ 16 episodi​ di danni consistenti a infrastrutture o al​ patrimonio storico​ a causa del maltempo, 5​ esondazioni fluviali​ e​ 2 frane.

Foto radio Alfa